Se l’aeroporto di Alghero non decolla è colpa di Alghero, dei sardi e del territorio.

«L'aeroporto non porta voli o persone: dipende dal territorio», dice il management Sogeaal. E se invece fosse l'aeroporto a iniziare a crescere?


«L’aeroporto non porta voli o persone: dipende dal territorio», dice il management Sogeaal. E se invece fosse l’aeroporto a iniziare a crescere?

 

La settimana scorsa nella sede de La Nuova Sardegna si è tenuto un incontro per la pubblicazione dell’inserto sulle 500 aziende sarde più grandi (#Top500Sardegna). All’evento hanno partecipato i rappresentanti di molte delle imprese citate nello studio, alcuni dei quali hanno potuto portare la propria testimonianza con un breve intervento.

 

Tra gli altri, è stato interessante ascoltare le parole del Dott. Mario Peralda, general manager della Sogeeal, società di gestione dell’aeroporto di Alghero, anch’essa inserita nella classifica della #Top500Sardegna.

All’inizio del suo intervento, Peralda ha sottolineato come una platea di imprenditori come quella presente fosse la più adatta a comprendere le parole che stava per pronunciare, a differenza dell’uomo della strada, che «non coglie certi ragionamenti e vuole semplicemente un aeroporto che gli fornisca voli tutti i giorni».
Gli uomini della strada presenti in aula non hanno proferito parola.

 

Peralda ha proseguito con queste parole:

«Voglio rovesciare l’equazione dell’aeroporto: l’aeroporto non porta passeggeri sul territorio, non fa arrivare voli o vettori.

L’aeroporto è uno strumento al servizio delle potenzialità del sistema del territorio, della rete delle imprese e del settore ricettivo. Più crescono le attività, le industrie, il sistema alberghiero, più è facile per l’aeroporto crescere, aggiungendo quello slancio di creatività per suggerire nuove rotte e nuovi collegamenti».

 

Ora, il ragionamento può essere discusso. Certo, un’area economicamente e socialmente florida, con tante imprese attive, una serie di servizi efficienti e un benessere diffuso può essere più appetibile per un vettore.

Però, se il sistema versasse davvero in condizioni così drammatiche, si faticherebbe a spiegare il successo di Ryanair che in 15 anni ha saputo portare su questo territorio milioni di passeggeri, portando l’aeroporto di Alghero a infrangere record su record in termini di traffico.

 

Davvero prima di arrivare a riportare più voli su Alghero bisogna attendere che il sistema territoriale circostante cresca? E quali sarebbero le metriche da raggiungere? Quante nuove imprese dovrebbero servire, e quanto dovrebbero essere grosse? Quanti nuovi alberghi dovrebbero nascere, e dove? Solo ad Alghero? Solo a Sassari? Castelsardo? Porto Torres, Bosa, Isola Rossa?

Non sarebbe possibile iniziare a far crescere il sistema proprio partendo dall’aeroporto, lavorando comunque in sinergia costante, creando quella famosa “cabina di regia” tanto spesso citata?

 

A proposito vengono in mente 3 cose:

  1. L’aeroporto di Alghero non è solo di Alghero. È anche di Porto Torres, di Sassari, dell’intera provincia, della Sardegna Nord Ovest, della Sardegna intera. Le persone che partono da Alghero non sono necessariamente solo algheresi o sassaresi, così come chi atterra o parte da Olbia o Cagliari non è solo olbiese o cagliaritano. Davvero non c’è un bacino di utenza che giustifichi già da ora un aeroporto più efficiente e trafficato?
  2. L’aeroporto di Alghero non è solo per turisti. Basta con questa storia. È sicuramente un volano per i turisti, ma è un trampolino per le imprese, le aziende, i professionisti, gli studenti, i ricercatori, i giovani che vogliono vivere in una Sardegna presente in Italia e in Europa. Come si può pensare di creare un sistema economico migliore senza badare alla crescita di un’infrastruttura fondamentale come l’aeroporto?
  3. La Sardegna è un’isola. Un’isola! Un grande scoglio circondato dal mare. Avere un aeroporto efficiente nel Nord Ovest dell’isola non è un capriccio o un’opportunità: è una necessità, valida per tutti. Non abbiamo la possibilità di spostarci via terra o via mare agevolmente: l’aeroporto è la nostra A24, è la nostra Autostrada del Sole, è la nostra Tangenziale Nord: l’unica direttrice che può portare davvero un’isola a crescere.

 

A proposito, non va dimenticato un particolare: l’aeroporto è stato privatizzato, ma non totalmente. Il 72,5% è in mano a F2i, ma il 27,5% è ancora proprietà della Regione Sardegna, cioè in mano pubblica, ovvero nostra.

 

Sarebbe bene iniziare a tutelare al meglio gli interessi dei cittadini e le loro necessità. E riprendere a volare, per davvero.


 

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