Perché Alghero non si sveglia e inizia a lavorare su se stessa?

Mentre si aspettano nuovi aerei e si prega Ryanair, perché non iniziare a risolvere i "soliti" problemi della città e diventare una vera meta turistica?

Claudio Simbula

Claudio Simbula

Blogger, pubblicista, bipede.
Se c’è qualcosa che sogni di fare, comincia a farla.
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Claudio Simbula

Il cielo sopra Alghero sembra sempre più nero. E vuoto.

I numero dei voli è crollato. Ryanair tornerà, ma giusto ogni tanto.

Il periodo di vacche grasse 2000-2015, invece, non tornerà: le 20 e più rotte nazionali e internazionali resteranno un ricordo, e con esse il milione e mezzo di passeggeri annuali.

Mentre le proteste montano, il tempo scorre.

Allora, perché non lavorare a un Piano B?

Ribaltiamo la situazione. Partiamo dall’idea che Alghero debba essere capace di attirare le compagnie, diventando desiderabile.

Come? Ad esempio, creando un sistema vero e comunicandosi meglio. Mostrando le sue bellezze. Partecipando a fiere e appuntamenti. Facendosi notare durante gli eventi. Lavorando sul web e sui social media per raggiungere il pubblico preferito. 

Ci sono centinaia di cose che si potrebbero – dovrebbero – fare per far lavorare davvero una località come Alghero.

Lavorare a un’identità coordinata, curare l’immagine sui media digitali, creare una proposta turistica organizzata, fare della vera promozione.

Mettere in campo azioni davvero creative e coinvolgenti.

Essere proattivi, attraenti e vivi.

Mostrare il territorio, farlo parlare! Ad esempio, creare dei video promozionali e dei contest internazionali. Animare i canali istituzionali, creare dei blog tematici, mostrare le bellezze della natura, la cultura, la cucina. Invitare blogger, opinion leader, dar vita a nuovi eventi…

Insomma, Alghero dovrebbe attirare l’interesse di persone provenienti da tutto il mondo, dando loro un motivo per – trovare e – prendere un aereo e venire sin qua.

Oppure, senza andare troppo lontano, iniziare a dare un motivo a chi atterra su Olbia o Cagliari per venire sin qua (che ormai, si è capito, gli aerei arriveranno là).

Si potrebbero fare davvero tantissime cose.

Ma Alghero, a oggi, purtroppo non fa – quasi – nulla di tutto questo.

Alghero è come una bellissima ragazza che, per qualche motivo, non si rende conto di esserlo.

Anzi, si mette un sacco di problemi.

Così facendo, passa il tempo a chiudersi in se stessa, diventando triste e perdendo tutte le occasioni per essere felice.

Se Alghero, come dicono in tanti, è bellissima, perché non dimostra di esserlo? Perché non inizia a dirlo a tutti, per davvero?

Alghero, oggi, non ha più scuse.

Se Ryanair tornasse domani, che cosa troverebbe? Gli stessi problemi di sempre, che si trascinano da 15 anni.

Alghero deve iniziare a lavorare su quelli, sul serio.

Deve diventare grande, prendere coscienza della sua unicità, far esplodere il suo enorme potenziale.

A chi spetta il compito di regia? Comune, enti, fondazioni: qualcuno deve prendersi questa responsabilità e iniziare a lavorare. Studiare. Guardare cosa succede nelle altre (vere) località turistiche. Circondarsi di collaboratori e consulenti capaci. Delegare, quando necessario. Attirare talenti e persone giuste per iniziare un percorso virtuoso.

E, naturalmente, allo stesso tempo lavorare sul tema trasporti, sia aerei che navali (a proposito, si parla tanto di aeroporto: e il porto, l’idea del molo crociere, a quali interessi bisogna lasciarla?).

Alghero deve iniziare davvero a rimboccarsi le maniche, con umiltà.

Solo così potrà avere una speranza concreta.


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