Bye bye Alghero ci si vede a Pasqua, riflessioni post-vacanze di un algherese un po’ nostalgico

Bye bye Alghero ci si vede a Pasqua, riflessioni post-vacanze di un algherese un po’ nostalgico

Andrea Lorettu

Andrea Lorettu

Laureato in Scienze della Comunicazione che cerca di ambientarsi nella giungla della società moderna.
Ho avuto piccole esperienze di collaborazione con testate on-line e dalla mia tesi dal titolo "La stampa italiana e Tangentopoli" si evince la mia grande passione per la politica e i media.
La mia terza grande passione, lo sport, l'ho coltivata attraverso l'attività di allenatore di calcio nel settore giovanile.
Andrea Lorettu

Giornata di sole, sei seduto nella poltroncina dell’aereo che ti riporterà ancora una volta lontano da casa. Le vacanze sono finite, sono volate via velocemente e non ti hanno lasciato il tempo di rivedere tutti i tuoi vecchi amici e familiari, o per lo meno di goderteli abbastanza. Mentre l’hostess, brutta, inizia il suo classico balletto illustrativo decidi di evitar tal supplizio affacciandoti malinconicamente al finestrino per goderti lo spettacolo: vedi la tua Alghero, più bella che mai, quella che un tempo ti stava tanto stretta ma che adesso pagheresti oro per godertela un giorno in più.

Davanti a quel finestrino ripensi a quanto poco apprezzassi la tua città: ti eri stancato del solito bar, le passeggiate ai bastioni diventavano sempre più noiose e la fontana di piazza Sulis era sempre più simile a quattro spruzzini messi a cerchio.  Insomma tutte le tue prospettive ti portavano lontano da casa, così hai deciso di lasciarla. Ora ti sembra tutto diverso:  il solito bar riacquista un certo fascino, le passeggiate ai bastioni non ti annoiano più e l’ultimo giorno prima della ripartenza hai fatto macinare chilometri ai tuoi amici per goderti fino all’ultimo secondo di centro storico. Anche vedere Alghero così viva durante un evento invernale come l’ultimo Capodanno è stata una cosa che non si vedeva da tempo. Solo la fontana continua a fare schifo.

Ora mi chiedo: è possibile che per apprezzare Alghero bisogna per forza abbandonarla? È possibile che la nostra città sia così povera di prospettive e che per cercarle bisogna andare altrove? Sembrano e in realtà sono domande banali e come tali esigono una facile risposta, ma che tarda sempre ad arrivare. Mi piacerebbe che queste domande se le ponesse anche chi ha in mano la gestione di Alghero che comunque, bisogna dirlo, non è una città facile da amministrare. Sarebbe bello che un domani i giovani algheresi non sentissero la propria città così stretta per il proprio futuro e che potessero apprezzare e migliorare la propria città vivendoci, e non guardandola malinconicamente dal finestrino di un aereo. Sempre che non ci sia una hostess carina.


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