Casapound, un’avanzata silenziosa (o quasi) che sa di nostalgia del ventennio

Il movimento/associazione/partito di estrema destra continua con un lavoro di rebranding per rendersi il più presentabile possibile. Anche in Sardegna, anche ad Alghero.


Continua “l’operazione simpatia” di Casapound.

Questa volta ad Alghero, con un gazebo in Piazza Sulis, uno a Fertilia e altri eventi sporadici.

Ora, è giusto spendere due parole su cosa sia Casapound. Altrimenti qualcuno potrebbe pensare che sia l’ennesimo partito moderato che difende i diritti degli italiani.

Casapound è quanto resta del fascismo, è il fascismo che ritorna. Un’ideologia violenta che mette su un vestito nuovo per entrare nel terzo millennio: ma sotto la giacchetta, resta il fascismo di sempre. 

Negli ultimi anni Casapound ha avviato occupazioni e aumentato il suo peso politico, candidando esponenti nelle giunte comunali in diverse città e regioni italiane (e riuscendo anche a farne eleggere alcuni).

Ha lanciato azioni per migliorare la sua reputazione, come l’aiuto agli italiani colpiti dal terremoto in Emilia nel 2012 e a quelli del Centro Italia nel 2016.

Azioni condivisibili quanto strumentali, realizzate per aiutare i concittadini italiani – semplicemente perché italiani – ma soprattutto per migliorare la propria immagine.

Stiamo attenti alla nuova faccia più “umana” mostrata da questo collettivo.

Stiamo attenti alla nuova veste attraente e pop che Casapound ha iniziato a indossare.

Chi si sente emarginato e non si ritrova nelle idee politiche attuali o nell’idea di società contemporanea, potrebbe pensare a Casapound come un rifugio accogliente.

Ma probabilmente sarebbe un grosso errore.

Casapound non è un nuovo fascismo, un fascismo moderato, un fascismo rivoluzionario, il fascismo del terzo millennio: è solo il fascismo che ritorna. Punto.

E il fascismo è violenza, odio e repressione mascherati da ordine e disciplina.

Attenzione a non farsi sedurre da chi fa dell’intolleranza e della rabbia verso il prossimo –magari perché diverso- le proprie bandiere. Non c’è niente di condivisibile in tutto questo.

E soprattutto, niente di utile. Chi passa il tempo a odiare, finirà per odiare tutti.

La storia insegna che non ci deve essere spazio per chi usa intolleranza e violenza come metodo di ordine e disciplina.

Attenzione alle facili seduzioni.

Non portano a nulla di buono.


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