Chi vuole chiudere la Via Ferrata del Cabirol e perché?

Chi vuole chiudere la Via Ferrata del Cabirol e perché?

La suggestiva Via Ferrata viene nuovamente messa in discussione: chi ha ragione? L'opinione di chi l'ha creata: Corrado Conca, guida escursionistica.

Claudio Simbula

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La suggestiva Via Ferrata viene nuovamente messa in discussione: chi ha ragione? L’opinione di chi l’ha creata: Corrado Conca, guida escursionistica.

La via Ferrata del Cabirol è in pericolo? O rappresenta un pericolo?

Partiamo dal principio: che cos’è una via Ferrata?

Una via ferrata è un insieme di strutture e attrezzature inserite artificialmente su una parete rocciosa con lo scopo di facilitarne la salita in sicurezza durante un percorso escursionistico o alpinistico.

Che cos’è la via Ferrata del Cabirol?

È una via Ferrata che si sviluppa lungo le falesie costiere di Capo Caccia, in uno dei costoni di roccia più suggestivi d’Italia e, permettetemi, del mondo.

Percorrere la via Ferrata è a tutti gli effetti un’esperienza unica, che centinaia di persone realizzano ogni anno. Il fascino del luogo e il panorama che è possibile ammirare durante il percorso hanno reso questa ferrata sempre più popolare a livello internazionale, contribuendo a far conoscere il Parco di Porto Conte e il territorio a sempre più persone.

Negli ultimi giorni si sono sollevate alcune voci contro la Ferrata del Cabirol, ventilando la possibilità di chiusura di questo spazio (una voce che si era già presentata in passato).

Ad alzare il dito contro la Ferrata del Cabirol è il Collegio Nazionale Guide Alpine italiane (Conagai), che ha prodotto una perizia nella quale vengono ipotizzate delle irregolarità nella normativa di costruzione dell’impianto di Capo Caccia e della ferrata di Giorré (a Cargeghe).

L’Assessorato all’Urbanistica della Regione Sardegna ha a sua volta inviato questa comunicazione ufficiale al comune di Alghero (e a quello di Cargeghe).

Ma davvero la Via Ferrata del Cabirol è così pericolosa e meriterebbe una rimozione?

A proposito abbiamo raccolto l’opinione di chi l’ha realizzata: Corrado Conca, guida escursionistica di esperienza pluridecennale. Conca dal 1985 al 1997 ha fatto parte del Corpo Nazionale Soccorso Alpino e dal 1984 a oggi ha attrezzato oltre 200 vie di arrampicata sportiva sulle falesie della Sardegna.

Conca sottolinea come le ferrata in questione non siano pericolose, “a meno che per coerenza non si definiscano pericolose altre 150 in tutta Italia, Francia, Spagna e così via, che avrebbero le stesse caratteristiche”. Lo stesso ragionamento può valere per altre attività come l’alpinismo, anch’esso definibile come pericoloso e da vietare.

A proposito del “problema impatto ambientale delle Vie Ferrate” Conca cita le Dolomiti, “costellate di vie ferrate di ogni genere, dichiarate nel 2009 dall’Unesco Patrimonio Materiale dell’Umanità: vuoi vedere che un sito naturale con le vie ferrate non è poi così scempiato come si vuol fare credere?”

La guida sottolinea anche un altro fatto: da tre anni si parla della pericolosità presunta della Via Ferrata del Cabirol, ma nessun ufficio (Procura della Repubblica, Corpo Forestale, Guardia di Finanza, Vigili del Fuoco, Ingegneri, Uffici Tecnici) ha rilevato illeciti reali.

Conca chiude la sua riflessione evidenziando come sia lo stesso Collegio delle Guide Alpine ad aver sottoscritto la sua abilitazione per realizzare vie ferrate, e sottolinea come in Sardegna siano in fase di progettazione tre nuove vie ferrate.

Insomma, sembra che la questione Via Ferrata del Cabirol sia destinata a una lunga discussione.

Ma ha davvero senso attaccare un punto d’interesse così suggestivo che nel corso degli anni ha fatto emergere la bellezza del Parco di Porto Conte e di Alghero?

Continueremo a seguire la vicenda.

Nel frattempo, buona Ferrata.


 

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