Come sopravvive un dichiarante di ISEEU zero? Ecco la storia di Gianni Scrocco

Come sopravvive un dichiarante di ISEEU zero? Ecco la storia di Gianni Scrocco

Andrea Lorettu

Andrea Lorettu

Laureato in Scienze della Comunicazione che cerca di ambientarsi nella giungla della società moderna.
Ho avuto piccole esperienze di collaborazione con testate on-line e dalla mia tesi dal titolo "La stampa italiana e Tangentopoli" si evince la mia grande passione per la politica e i media.
La mia terza grande passione, lo sport, l'ho coltivata attraverso l'attività di allenatore di calcio nel settore giovanile.
Andrea Lorettu

Ho sempre notato, guardando le graduatorie delle borse di studio in base al reddito, come nelle prime posizioni ci siano spesso studenti la cui voce ISEEU presenta questa emblematica cifra: ZERO. Non trattandosi di graduatorie riservate a studenti extra UE, il cui vero reddito è difficilmente verificabile, mi sorprende ancora di più il fatto che si tratti di italiani. Così mi sono posto la domanda: constatando che i primi rimborsi arriverebbero dai primi di dicembre, come diavolo fa a sopravvivere uno studente dichiarante ZERO euro?

Nel tentativo di rispondere al quesito, ho immaginato la possibile giornata di un ipotetico Gianni Scrocco che, nonostante la nullatenenza, riesce comunque ad intraprendere una vita da studente fuori sede.  I primi tempi, non potendo ancora usufruire del servizio abitativo (in genere attivo da metà ottobre), il nostro povero Gianni dormiva sotto un ponte e grazie a piccoli falò riusciva a sopportare le rigide temperature notturne, mentre per cibarsi i cassonetti delle grandi città offrivano sempre tante variabili culinarie: dal leccare i resti di yogurt avanzato, ai resti di pollo arrosto.

Nell’università Gianni era poco apprezzato dai propri colleghi per via del mortifero fetore emanato dai suoi vestiti, ovviamente contraffatti: tuta Adidos a due strisce e scarpe col baffetto storto della Nichel. Gianni comunque continua per la sua strada, è abituato a stare da solo, lo dimostra il suo lungo viaggio verso la meta universitaria a bordo di una rudimentale zattera. L’aereo o la nave sono roba da ricconi che pagano le tasse o dichiarano 8.000 euro di ISEEU. Nababbi.

E per studiare come fa? Ecco la soluzione: prende in prestito il libro dalla biblioteca e lo ricopia tutto a mano con una penna, rubata, su un quaderno, rubato anch’esso. Geniale. Infatti la famiglia Scrocco è sempre stata brava a fare le proprie cose con i soldi degli altri. Ora vi chiederete: se i rimborsi partono da dicembre come l’ha pagata la tassa d’iscrizione? Purtroppo il nostro Gianni ha dovuto fare una cosa di cui non parla volentieri: si è prostituito, d’altronde per arrivare a grandi obbiettivi bisogna anche saper soffrire.

Tutte queste sofferenze saranno ripagate nel momento in cui l’Ente Regionale per il Diritto allo Studio della sua regione gli darà la tanto agognata borsa di studio. Soldi un po’ miei, un po’ tuoi, un po’ nostri. Perché a tutti noi piace aiutare aspiranti studenti come il nostro povero Gianni. E come lui ce ne sono tanti, scorrendo la graduatoria si leggono dichiaranti che devono amministrare addirittura 13 euro. Un euro al mese, più un euro di tredicesima.

Mi raccomando, quindi, avidi lettori di Blogamarì: quando state compilando la domanda di una borsa di studio scrivete pure un bello Z-E-R-O nella casella ISEEU, magari quei bruti della Finanza non se ne accorgeranno. Ce l’ha fatta Gianni, ce la potete fare pure voi. Magari evitate di prostituirvi.


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