Coronavirus: la repressione, il balletto e il Fattore R

Il modo migliore per combattere il nuovo coronavirus è la repressione: subito dopo arriverà il periodo del balletto, legato al Fattore R, in attesa di un vaccino o cura efficace

Claudio Simbula

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Il modo migliore per combattere il nuovo coronavirus è la repressione: subito dopo arriverà il periodo del balletto, legato al Fattore R, in attesa di un vaccino o cura efficace

Questo mio pezzo prende spunto da un accurato e prezioso articolo pubblicato su Medium da Thomas Pueyo, il cui messaggio è stato condiviso da centinaia tra medici e professori in tutto il mondo

 

Ecco la versione italiana: ho pensato di sintetizzare i contenuti più importanti per renderlo più fruibile, andando a focalizzarmi su due punti principali:

  1. l’importanza della repressione del contagio
  2. il periodo che verrà una volta abbassata la curva dei contagi, chiamato “balletto” (per alleggerire un po’).

 

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LA STRATEGIA DELLA REPRESSIONE

I paesi nel mondo nelle ultime settimane hanno mostrato 3 approcci fondamentali:

  • Inazione: approccio iniziale dei più scettici, può avere conseguenze devastanti e sta venendo, a ragione, abbandonato da tutti.
  • Minimizzazione: approccio soft, si cerca di limitare il contagio arginando i contatti sociali. Può diluire la diffusione del coronavirus, ma rischia di essere meno efficace di altre misure.
  • Repressione: si prende il controllo della situazione con misure pesanti e drastiche che mirino a un totale distanziamento sociale, così da fermare i contagi il più possibile.

Alla luce di quanto sta accadendo in tutto il mondo, la strategia più efficace è quella della repressione, o Pugno di Ferro.

Come funziona?

La strategia di repressione consiste essenzialmente in questo:

  • Misure drastiche da subito. Imposizione di un pesante distanziamento sociale, che aiuti a prendere in mano la situazione.
  • Successivamente, allentamento delle misure per restituire progressivamente libertà ai cittadini, consentendo il ritorno a una limitata normalità nella vita economica e sociale.

 

Coronavirus-fattore-R-covid19-repressione-balletto

 

La repressione da sola non basta: va abbinata a un’azione di controllo, verifica e monitoraggio.

Controllo della diffusione dell’infezione, verifica del numero dei malati e degli asintomatici, monitoraggio dei movimenti delle persone infette.

Ora, perché la strategia della repressione sembra essere la migliore?
Perché ha già funzionato.
Paesi come Corea del Sud, Singapore e Cina hanno adottato questo approccio e vedono le prime conseguenze positive.

In Corea del Sud, paese che ha adottato la strategia di repressione più efficace, attualmente il tasso di mortalità si aggira attorno allo 0,9%.

 

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Anche se il problema non è ancora risolto: la strategia della repressione deve continuare, insieme al controllo capillare e continuo. Altrimenti anche in Corea i casi possono continuare ad aumentare, come accaduto pochi giorni fa.

Questa strategia ha comunque dei meriti: contribuisce a fermare la crescita esponenziale dei contagi e taglia il tasso di mortalità delle persone, perché il sistema sanitario non viene del tutto travolto.

A questo proposito, in alcuni paesi l tasso di mortalità si sta rivelando più alto rispetto ad altri, al netto di uno stesso numero di persone infette, perché a cambiare sono anche le condizioni in cui queste persone vengono curate.

Maggiore sarà il numero di malati, maggiore sarà la pressione sul sistema sanitario e “peggiori” saranno le cure, ovvero diverrà più difficile gestire il decorso della malattia. Con conseguente aumento della mortalità.

LA MUTAZIONE DEL CORONAVIRUS

Limitare i contagi ha dunque una doppia utilità:

  • Permette agli ospedali di poter gestire meglio l’epidemia
  • Evita che, propagandosi, il virus possa mutare.

Sì, perché purtroppo il coronavirus può mutare.

Grafico-mutazioni-coronavirus-covid19

 

In questo grafico possiamo vedere le attuali mutazioni del virus. Dalla sua comparsa in Cina sino alla sua diffusione mondiale: le ramificazioni sul grafico a sinistra rappresenta una mutazione che porta a una variante leggermente diversa del virus.

Questo non dovrebbe stupire: i virus a base RNA come il coronavirus tendono a mutare circa 100 volte più rapidamente di quelli a base DNA, anche se il coronavirus muta più lentamente di quelli influenzali.

 

Dunque, nonostante la repressione sembri l’approccio più efficace, i governi occidentali esitano.

Perché?
Per diversi motivi. Ecco tre tra i più plausibili:

  • Paura della durata della quarantena e delle reazioni delle persone: un lockdown di diversi mesi non sarebbe accettato facilmente;
  • Caduta dell’economia: un lockdown totale di diversi mesi causerebbe problemi eccezionali all’economia;
  • Mancata soluzione del problema: la quarantena non è una soluzione al problema (quella si chiama vaccino) ma un modo per prendere tempo: se appena terminata le persone riprendessero a contagiarsi, non sarebbe stata abbastanza utile.

 

Il seguente modello proposto dall’Imperial College di Londra, già introdotto in questo mio post, propone questo scenario.

Tabella-Imperial-College-Londra-Coronavirus-Andamento-Grafici

La strategia repressiva sembra allontanare il picco, senza però diminuirne l’intensità.

In realtà, come sostiene Pueyo, in questo scenario manca una variabile fondamentale: il tempo.

 

Tempo-coronavirus-covid19-contagio-repressione

 

L’IMPORTANZA DEL TEMPO

Il tempo è una variabile fondamentale nella guerra contro il coronavirus.

Perché?

Perché ogni giorno in cui ritardiamo il diffondersi del nuovo coronavirus ci permette di prepararci meglio. Di mettere a punto nuovi sistemi di prevenzione, cura, difesa.

Negli ultimi giorni migliaia di persone stanno lavorando a questo e sono stati raggiunti risultati eclatanti, dati da unione di creatività e ingegno. Solo in Italia, ne ricordo due:

 

Ecco, questi risultati sono l’unione di più variabili: ingegno, ricerca e tempo.

Senza quest’ultima variabile, quella del tempo, ingegno e ricerca non possono bastare.

 

La strategia della repressione e del distanziamento obbligato, per quanto sia dura, sembra funzionare.

Ecco alcuni degli effetti che si possono registrare.

 

diminuzione-casi-decrescita-coronavirus-covid19

 

DIMINUZIONE DEI CASI E MIGLIORAMENTO DELLA QUALITÀ DELLE CURE

L’esperienza della Cina e della regione dell’Hubei lo certifica: con una forte repressione, i casi diminuiscono. La regione dove il coronavirus è esploso ora è arrivata ad avere ZERO nuovi casi interni.

Un risultato incoraggiante, anche se le informazioni che arrivano dalla Cina meritano accertamenti continui.

Con meno contagi ci sarebbe un’altra conseguenza diretta: il tasso di mortalità diminuirebbe e con esso i danni collaterali, dati ad esempio dai decessi dovuti ad altre cause ma accaduti perché il sistema sanitario è stato sopraffatto (oltre al fatto che, con meno ricoveri ospedalieri, diminuirebbero anche le possibilità di essere contagiati negli stessi ospedali).

In più, prendendo tempo, daremmo modo anche ai medici e agli operatori sanitari contagiati di riprendersi e poter tornare al lavoro, dopo la necessaria quarantena (di minimo due settimane).

 

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STUDIARE E CAPIRE IL PROBLEMA

Con delle settimane in più potremmo avere a disposizione più tamponi e cominciare a testare tutti. Con quest’informazione sapremmo finalmente qual è la portata della diffusione, dove fare più attenzione e quali zone possano essere riaperte.

Potrebbero venire introdotti nuovi metodi d’esame più veloci ed economici, accanto a un sistema di tracciamento simile a quello usato in Cina, Corea del Sud o Singapore, utile per conoscere i movimenti dei malati e i potenziali contagiati.

Ogni informazione in più sul virus è preziosa, fondamentale. In Oriente è stato fatto questo: bloccare, controllare, misurare, studiare.

Avere dati e tempo serve a tutti noi e ai nostri politici, che con ulteriori dati possono prendere decisioni migliori.

 

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EDUCAZIONE E CONOSCENZA DEL VIRUS

Dobbiamo imparare a convivere al meglio con il virus. Abbiamo trovato questo nuovo nemico in casa. Nessuno lo ha invitato, ma è qui. Dobbiamo imparare a conoscere e mettere in pratica al meglio tutte le azioni possibili per evitarlo ed evitarne la propagazione. Igiene, distanza sociale, uso di disinfettanti, uso delle mascherine e tanto altro. Dobbiamo fare nostre tutte le nozioni utili che possano aiutarci a convivere con questo nuovo indesiderato, pessimo ospite, per i prossimi mesi. Con una maggiore conoscenza del virus possiamo evitare e rallentare il contagio.

AUMENTO DELLA CAPACITÀ DEGLI OSPEDALI E PRODUZIONE NUOVE ARMI CONTRO IL VIRUS

Se riusciamo a guadagnare tempo, possiamo aumentare la capacità produttiva di ventilatori e altri apparecchi cruciali e acquistarne di più dove più necessari.

Sembra poco? È fondamentale.

Sono dispositivi che possiamo creare in settimane, non mesi o anni.

Per questo il tempo è fondamentale.

 

Fattore-R-Contagio-Covid19-coronavirus

 

IL TEMPO DEL BALLETTO E L’IMPORTANZA DI R

Il balletto è il nostro futuro prossimo: possiamo definire “balletto” l’arco di tempo tra l’abbassamento della curva dei contagi e l’arrivo di un vaccino o una terapia efficace.

Quando i contagi interni saranno sotto controllo e ridotti a zero, come oggi accade a Wuhan, le contromisure non saranno severe e generalizzate come quelle che viviamo oggi, ma orientate a limitare eventuali focolai.

Che cos’è R?

R è il tasso di contagio.

Come citato nell’articolo di Pueyo, “all’inizio, in un paese normalmente impreparato, si situa in un qualche punto tra 2 e 3: nelle poche settimane in cui si rimane infetti, si possono contagiare in media da 2 a 3 altre persone.

Se R è maggiore di 1, l’infezione cresce esponenzialmente fino a diventare epidemia; se è minore di 1, si esaurisce.”

Dunque, con la repressione-Pugno di Ferro l’obiettivo finale è quello di portare il fattore R vicino allo zero, così da bloccare e soffocare l’epidemia. In Cina, a Wuhan, il valore R iniziale era di 3,9: dopo l’istituzione della zona rossa e della repressione-quarantena, il tasso è sceso sino a 0,32.

 

CONCLUSIONE

Isolamento, repressione, pugno di ferro: concetti terribili, dalla forte connotazione negativa, che ora sembrano invece i benvenuti, pronti a darci speranza, invece che inquietarci.

Questa emergenza ribalta la realtà, ancora una volta. 

Dobbiamo prendere tempo. Rispettare le regole, restare a casa, tenere duro. Il momento della repressione, del pugno di ferro, passerà. Saremo educati alla conoscenza del virus, sapremo come reagire ai nuovi casi: saremo pronti a iniziare il balletto, con i suoi diversi movimenti.

Teniamo duro e prendiamo tempo. In attesa del vaccino, o della cura.

Non abbiamo voluto tutto questo, nessuno se lo aspettava un cambiamento così totale e dirompente: ma il virus è arrivato e siamo dentro al suo periodo, con tutte le conseguenze.

Stiamo calmi e affrontiamo la nostra nuova realtà. Arriveranno aiuti anche economici. Insieme, ce la faremo.

 

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