Cos’è successo ad Alghero? Brevissime considerazioni su delle comunali da urlo

Claudio Simbula

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Alghero va al ballottaggio tra due candidati che rispecchiano gli equilibri classici. Da una parte Mario Bruno, candidato supportato da due liste civiche dell’area di centrosinistra e dai due partiti di centro UDC e UPC. Bruno ha raccolto 8.015 voti, il 33,72%. Assolutamente rilevante il risultato della lista civica “Alghero per Mario Bruno” che si aggiudica il titolo di primo partito cittadino con 4.704 voti (19,87%).

Dall’altra Maria Grazia Salaris, candidata del Centro Destra (Forza Italia, NCD, Partito Sardo d’Azione, Fratelli d’Italia), con 7.126 voti, il 29,64%. Un risultato che apre a ogni possibile scenario nel ballottaggio che si terrà tra due settimane.

 

Ed Enrico Daga, candidato dell’esplosivo Partito Democratico arrivato alla soglia del 40% a livello nazionale? Nessun effetto traino (e nessun effetto Facebook). Le percentuali stellari raggiunte alle europee dal partito di Renzi, a cui Daga si è collegato più volte anche in campagna elettorale, non hanno riguardato le comunali algheresi. Così il candidato locale si è fermato al terzo posto con circa 3500 voti, ben distante dalla Salaris.

Nel frattempo il PD regionale, per voce del segretario Silvio Lai, ha già fatto sapere che al ballottaggio supporterà Mario Bruno. Una decisione che, se ad alcuni può sembrare logica, lascia perplessi molti altri, visto che il PD avrebbe potuto fare proprio di Bruno il suo candidato ufficiale sin dall’inizio, rischiando addirittura di vincere al primo turno.

 

Non c’è stato il grande exploit del M5S ipotizzato da più parti. Il movimento, con il candidato sindaco Graziano Porcu, non è arrivato al ballottaggio e si è classificato al quarto posto, dietro a Enrico Daga, raccogliendo comunque 3219 voti, un’enormità a livello cittadino (13,39%)

Non c’è stato nessun “voto di protesta a pioggia”: gli elettori algheresi hanno saputo scindere le due cose, europee e comunali. A livello locale si conferma fondamentale la persona, piuttosto che il partito. E i candidati del M5S hanno probabilmente  pagato una campagna elettorale che non ha fatto chiarezza sulle persone, sui propositi e sui programmi effettivi. Ora la responsabilità passa ai due eletti in questa lista (Graziano Porcu e Roberto Ferrara) che dovranno farsi carico di rappresentare gli ideali del Movimento. Saranno collaborativi o faranno opposizione a oltranza? Lo scopriremo nei prossimi mesi.

 

E Sel, con Fiorella Tilloca? E Stefano Lubrano, sindaco uscente? Entrambi si sono fermati intorno al 4%, senza aver raggiunto il quoziente necessario per eleggere un rappresentante nel consiglio comunale.

L’unica sinistra nel consiglio comunale potrebbe essere Sinistra Civica, con Moro, nel caso il ballottaggio venisse vinto da Bruno.

 

Un discorso a parte meritano i Riformatori, che non hanno partecipato alle elezioni ma in extremis si sono schierati con Daga. I loro voti avranno un peso? E ha senso indirizzare il proprio elettorato quando non ci si presenta nemmeno alle elezioni?

 

Comunque, ora la partita resta aperta. In bocca al lupo a entrambi, ma soprattutto agli elettori.


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