Dal Canto di Natale al canto della crisi

Dal Canto di Natale al canto della crisi

Ad Alghero non c'è aria di festa. Siamo davvero così schiavi degli eventi oppure ci siamo solo abituati a sottostarvi di conseguenza? Facciamo un paio di riflessioni sulla situazione.

Alessandro Fadda

Alessandro Fadda

Laureato in design. Appassionato di tutto ciò che è compreso nel dittico arte e cultura.
Alessandro Fadda

Latest posts by Alessandro Fadda (see all)


C’era una volta una bella storia venuta fuori dalla penna di Charles Dickens. Una storia di redenzione con protagonista il temibile Signor Scrooge al quale, nella vigilia di Natale, facevano visita i fantasmi del Natale passato, presente e futuro. Come tutte le storie nate per scaldare il cuore, essa ha un lieto fine. Stiamo parlando – ovviamente – di un libro che ha venduto milioni di copie nel mondo, ovvero Canto di Natale.

Perché ho voluto iniziare scrivendo di questo racconto? Semplice, perché oggi più che al Canto di Natale dovremmo affidarci ad un Canto della Crisi. E non sono nemmeno sicuro che ci possa far piacere ricevere la visita del fantasma dei Natali passati. Per cosa? Per ricordarci quanto quell’atmosfera fosse davvero sentita, forse perché vi era ancora una speranza per il futuro? Diciamo pure che il fantasma del Natale, quest’anno, arriverà sicuramente ubriaco per non pensare al mutuo e quello dei Natali futuri nemmeno si farà vedere per la vergogna.

Siamo davvero messi male. Ma è davvero così? Siamo davvero così schiavi degli eventi oppure ci siamo solo abituati a sottostarvi di conseguenza? Facciamo un paio di riflessioni sulla situazione.

«Non ci sono soldi». Questa frase credo riassuma l’esistenza contemporanea. Non si riesce ad arrivare a fine mese, ci sono troppe tasse e sempre più persone si rivolgono alla Caritas. Con uno scenario del genere è comprensibile non sentire l’aria di festa. Non avere la voglia di uscire, di girare per i negozi e fare tutte quelle cose che caratterizzano i preparativi per le festività. Se a ciò aggiungiamo le previsioni meteorologiche avverse e i vari problemi che affliggono la città, ecco spiegato perché alle 18:00 pare che abbiano appena annunciato il coprifuoco.

Che Alghero sia una città con due facce lo si è sempre riscontrato, ma che sia colpa sua? È colpa delle pietre, dei lampioni e delle case se ogni volta che finisce la stagione, le strade diventano un set per una puntata di The Walking Dead ? O forse, rifacendoci alle domande precedenti, è colpa di chi la abita?

Forse, al di là del denaro, del lavoro e di qualsiasi altro problema, la colpa è nostra.

Siamo noi tutti i fautori di questa sorta di decadenza sociale. Siamo quelli del bicchiere mezzo vuoto e delle lamentele a oltranza.

In pratica, siamo noi il Signor Scrooge per quello che concerne la mancanza di poesia e il disprezzo per le piccole gioie quotidiane. E se davvero ci facessero visita i fantasmi dei Natali presente, passato e futuro, ci direbbero di quanto era bella una volta la nostra città e di quanto si riusciva, con piccoli gesti da parte di tutti, a rendere speciali le festività e molte altre iniziative. Ci direbbero che, nonostante il periodo non sia dei migliori, alla fine basta veramente poco, qualche piccolo accorgimento, come l’eliminazione degli egoismi, almeno per una parte dell’anno. Forse, così, qualcosa potrebbe cambiare e potremmo ritrovare quelle sensazioni che ti facevano dire : «C’è aria di festa».

A Natale si è tutti più buoni? No, ma un po’ più solidali, quello sìE ce ne faremo una ragione di queste luminarie.


Commenta

commenti