Dario Campagna: vignette e satira 2.0

Dario Campagna: vignette e satira 2.0

Esce oggi il libro "Il coinquilino di merda", di cui Dario ha curato le illustrazioni. Lo abbiamo intervistato per voi.

Stefano Carena

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Classe 1991. Attualmente vivo a Torino dove studio videomaking. Messo davanti alla scelta se scrivere per Times o per Blogamarì non ho potuto che farmi sedurre dalla seconda proposta.
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Oggi esce il libro “Il coinquilino di merda”, edito da Mondadori. Il libro si propone come un manuale di sopravvivenza o uno studio antropologico sui vari tipi di coinquilini, se preferite. Le illustrazioni sono di Dario Campagna, giornalista prima e vignettista poi presso “Il male” di Vauro e Vincino, celebre rivista satirica edita tra il 1977 e il 2013. L’ho contattato qualche giorno fa per scambiare quattro chiacchiere sul suo lavoro, ecco cosa ne è venuto fuori.

Ciao Dario. Partiamo da principio: come è iniziata la tua carriera?
Beh guarda, in realtà direi un pò per caso. Mi sono iscritto in Lettere senza sapere bene perché. Dopo aver fatto un corso di giornalismo ho scoperto il mondo della satira, che mi consentiva di raccontare le cose senza la seriosità di un articolo giornalistico, in modo più vicino al mio stile: da cazzeggiatore. Così ho iniziato a scrivere articoli satirici su vari siti e riviste, fino all’incontro con Vincino e alla collaborazione con “Il Male”. Lì mi sentivo un pò fuori luogo: ero abituato a scrivere pezzi, interviste, ma quella rivista era prettamente disegnata.

Quindi disegnavi già, suppongo.
No, infatti i miei primi disegni facevano proprio cagare! Però mi sono detto: proviamoci.

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Come sei arrivato alla collaborazione con la rivista di Vauro e Vincino?
Ho conosciuto Vincino nel 2010 al Festival del giornalismo di Perugia. In quel periodo con degli amici gestivo un blog di satira e cazzate varie. Conoscendo bene il suo lavoro ho tentato un approccio, ma all’inizio non mi si filava proprio: è una persona abbastanza schiva, non dà molta confidenza, ma quando mi ha visto così interessato all’argomento satira si è lasciato andare. Poi con il tempo ha iniziato a seguire i miei lavori, fino a quando, nel 2011, mi ha chiesto di fare uno stage a “Il Male”. Da allora non me ne sono più andato finchè è durata (ride ndr).

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Una cosa che mi piace molto dei tuoi lavori è il fatto che non ti limiti alla satira politica, che è comunque un argomento che tratti con molta originalità. Ad esempio le rubriche che mi hanno più appassionato sono “In cucina con Dario Campagna” e le pillole di Blablacar.
Beh, innanzitutto, grazie. Il fatto è che inizialmente facevo molta più satira politica, visto il mio background. È importante però “sparare” su tutti, sia da una parte che dall’altra. Cioè: se un politico dice una minchiata è comunque una minchiata, indifferentemente dallo schieramento politico. Col tempo però ho capito che fare quel tipo di lavori andava a perdersi nel marasma della rete. Ora preferisco parlare di situazioni quotidiane, che sono poi quelle che incontrano anche il maggior favore del pubblico. Ad esempio, su Blablacar puoi trovare delle persone davvero in gamba, ma puoi anche trovare degli idioti senza pari (eufemismo). Ecco, di questi idioti voglio parlare, studiarli.

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A questo punto la domanda è d’obbligo: com’è nata la collaborazione al libro “Il coinquilino di merda?”
Il progetto non è altro che un’idea di un mio amico, con cui ho lavorato nella redazione de “Il Male”. Anche lui faceva vignette satiriche, ma ha capito che preferiva parlare di storie più quotidiane, vicine, come dicevamo prima. Così ha creato la pagina, che è andata molto bene. Qualche mese dopo abbiamo provato a trasporre questi aneddoti in brevi vignette e il risultato ci è – ed è – piaciuto molto. Così è nata l’idea di un libro illustrato.

Un ultima domanda: quali sono i progetti per il futuro?
Diventare ultra ricco (ride ndr). Scherzo, ma neanche tanto. Non voglio fare l’artista, non mi interessa la gloria. Mi interessa solo poter continuare a vivere del mio lavoro ed avere sempre idee nuove per le mie tavole.

Siamo arrivati alla conclusione. Questa breve intervista è in realtà il sunto di una chiacchierata durata più di un’ora, in cui Dario si è dimostrato una persona disponibilissima ed intelligente.
Per chiunque non lo conoscesse può trovarlo su Facebook o in libreria all’interno del libro “Il coinquilino di merda”.


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