Fare gli attori ad Alghero e arrivare a Los Angeles: intervista a Maurizio Pulina

Fare gli attori ad Alghero e arrivare a Los Angeles: intervista a Maurizio Pulina

Si può lavorare come attori ad Alghero e togliersi delle belle soddisfazioni? Sembra di sì, basta vedere il successo di "Quella sporca sacca nera", serie tv con cast (in gran parte) algherese. Ne parliamo meglio con il protagonista, Maurizio Pulina.

Claudio Simbula

Claudio Simbula

Blogger, pubblicista, bipede.
Se c’è qualcosa che sogni di fare, comincia a farla.
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Claudio Simbula

Fare l’attore è il sogno di tanti. Molti giovani scelgono di emigrare, con il desiderio di arrivare in tv o sui grandi schermi del cinema. Maurizio Pulina è partito anni fa da Alghero, destinazione Roma. Dopo 10 anni di duro studio e lavoro è tornato nella cittadina algherese, con un progetto ben chiaro. Ora la web serie Quella sporca sacca nera” di cui è protagonista (tutta made in Sardinia) ha iniziato a ricevere riconoscimenti a livello nazionale e internazionale, dando a lui e ad altri giovani professionisti una bella visibilità.

Ma è davvero possibile fare gli attori ad Alghero? Lo abbiamo chiesto direttamente a Maurizio, con quest’intervista (e alla fine abbiamo avuto anche una bella notizia in esclusiva).

 

Ciao Maurizio! Nelle ultime settimane si è ripreso a parlare molto di “Quella Sporca Sacca Nera”, web serie che ti vede protagonista, insieme ad altri attori provenienti da Alghero e non solo. Che novità ci sono?

Ci sono delle belle novità! Dopo i due premi ottenuti al Roma Web Fest (miglior fotografia e miglior scena d’azione) siamo entrati in gara al Los Angeles Web Fest con 8 nomination che coprono un po’ tutti i ruoli più importanti dal punto di vista tecnico e artistico: Miglior Regia, Miglior Sceneggiatura, Miglior Montaggio, Miglior Serie Drammatica, Miglior Attore Protagonista (Maurizio Pulina), Miglior Attore non Protagonista (Antonio Luvinetti), Miglior Fotografia, Miglior Sound Editing.

Il 4 di Aprile ci sarà la premiazione a Los Angeles e noi saremo là.

In più, la serie è entrata in finale per un altro festival internazionale, il Vancouver Web Fest, in Canada, con 4 nomination: Miglior Serie Straniera, Miglior Fotografia (realizzata da Mauro Aragoni, regista della serie, ed Emilio Canu), Miglior Colonna Sonora, Miglior Attore Protagonista (Maurizio Pulina). Siamo tra i pochi italiani in gara, è già un bel risultato. La premiazione avverrà l’8 marzo, incrociamo le dita.

 

Un periodo pieno di soddisfazioni, insomma…

Si, assolutamente. Tra l’altro Quella sporca sacca nera nel periodo di Natale è stata trasmessa su Rai4, con uno speciale dedicato che ha presentato e approfondito il lavoro fatto, e su TopCrime, canale di Mediaset.

 

Ottimo! E a livello nazionale, ci sono stati altri riconoscimenti?

Abbiamo ricevuto la Stella d’Argento da Luca Argentero. Si tratta di un premio dedicato alle migliori produzioni sul web, sta diventando una sorta di “passaggio” delle produzioni dal web alla tv. Ad esempio, prima di noi questo premio è stato vinto dai The Pills, che ora lavorano su Sky.

Oltre alla Stella d’Argento, Luca Argentero ci ha proposto un contratto con la sua Megatu.be, una nuova piattaforma/casa produttrice di cui lui è direttore artistico. Insieme a lui siamo coproprietari della serie, che poi può venire acquistata dai canali tv e da varie emittenti.

La Megatube promuove e mette sotto contratto i migliori prodotti del web, per questo è un grande piacere avere un accordo con loro, anche questo è un bel risultato.

 

Alla serie “Quella sporca sacca nera” oltre a te hanno lavorato tanti attori e professionisti provenienti da Alghero: Antonio Luvinetti, Francesco Palmieri, Ignazio Chessa, Emilio Canu, solo per citarne alcuni. A proposito, una domanda secca: è davvero possibile “fare gli attori” ad Alghero?

È possibile nel momento in cui c’è molta voglia di fare, di mettersi in gioco e creare sinergie, cercando di unirsi e collaborare con quelle che sono le realtà e le risorse umane e artistiche valide presenti sul territorio.

Fare l’attore ad Alghero è possibile nel momento in cui uno ha magari anche l’esperienza che gli permette di muoversi, avere dei contatti.

Sono cose che si creano con il tempo, non si può pensare dall’oggi al domani di fare l’attore qua. Personalmente il mio percorso, come quello di Chiara (Murru, poliedrica attrice algherese), è stato lungo, ho fatto il giro largo, passando per Roma. Ad Alghero non c’era molto a parte qualche piccola scuola di teatro, mi sono trasferito nella capitale perché volevo fare l’attore, ho fatto un lungo percorso presso l’Accademia Teatrale, 10 anni di studio e pratica per poi tornare qua con l’obiettivo di aprire una mia compagnia.

Insieme a Chiara abbiamo aperto lo Spazio-T, uno spazio dedicato agli artisti, qualcosa di più che una semplice scuola di teatro.

I nostri propositi sono sempre stati quelli di fare gruppo, creare sinergie, movimento. Abbiamo ospitato e collaborato con tanti artisti molto noti e altri meno noti, e ne siamo felici.

 

Sono ancora molte le persone che vorrebbero “fare l’attore”?

Si, assolutamente. Però oggi il mercato è talmente saturo, ed è davvero difficile riuscire a diventare attori. Tutti lo vogliono e sgomitano molto, ma c’è anche poca chiarezza sul percorso formativo che un attore dovrebbe seguire per diventare un professionista: sapere come trovare contatti, come andare ai provini…

Sicuramente ci vuole una buona formazione che ti permette di avere delle garanzie personali che, per esempio, ti permettano di andare a un provino preparato. E poi, secondo me bisogna avere la capacità e l’umiltà di proporsi in quelle che sono le realtà più vive della zona. Tra Sassari e provincia (a parte Alghero) ci sono molte realtà che stanno crescendo e sono di valore. Secondo me non è importante per forza il nome ma come tu ti muovi, le idee che porti avanti, le persone che coinvolgi… I progetti poi devono stare al passo coi tempi, non è più il tempo di un Amleto di tre ore, il teatro non è più quello. Oggi gli spettacoli durano un’ora, magari senza pause. Il teatro d’avanguardia è cambiato, così come è cambiato il cinema, la musica, la comunicazione…

 

A proposito, l’arrivo di uno strumento potente come il web ha ulteriormente rivoluzionato tutto.

Si, io e gli altri che lavorano con me abbiamo visto nel web una nuova era.

Qualche anno fa con gli SLAN abbiamo lanciato delle produzioni che erano un po’ come dei “giochi” ma sempre con la volontà di “fare delle cose fatte bene”. Sicuramente il web è già una realtà, non è più qualcosa che si dice “potrebbe essere”, lo dimostra il fatto che ci sono delle serie sul web che vengono seguite da milioni di persone. Una su tutte, Freaks, con circa 9 milioni di visualizzazioni.

La serie poi è passata in tv, al cinema, ma è nata sul web come una scommessa, un esperimento che ha portato ottimi frutti. Lo stesso percorso è stato fatto da altre serie e altri collettivi: ad esempio i The Pills, già citati prima, oppure The Jackal… Insomma, il web è una realtà, così come lo sono queste produzioni. E anche noi, che stiamo facendo cinema-web ci stiamo approcciando in questo modo.

 

Ci sono nuovi progetti in vista?

Si, te lo dico un po’ in via “esclusiva”. Stiamo lavorando alla prima serie prodotta “in prima persona” dallo Spazio-T, in collaborazione con My Production.

Si intitolerà “Il Clan”, e mi vede impegnato come regista. “Il Clan” nasce da un’idea di Francesco Palmieri, narra le vicende di due fratelli mezzi sangue, mezzo vampiri mezzo licantropi, che hanno un compito molto importante e attraverseranno vicende molto dinamiche e interessanti… Sarà una serie con molta azione, molto dark, ma anche momenti di comicità. C’è del thriller, c’è l’occulto e ci sono momenti di vita quotidiana. Qualcosa che prende un po’ da una serie come Underworld e da The Vampire Diaries, per dare un paragone.

Tra i protagonisti ci sarà Claudia Genolini, protagonista anche in Freaks. Sarà una gran bella serie, seguite lo Spazio-T per aggiornamenti sull’uscita ufficiale!

 

Con questa “breaking news esclusiva” e si conclude l’intervista con Maurizio Pulina. Parlare con persone così dinamiche e propositive è sempre un piacere. Le esperienze di Maurizio, di Quella sporca sacca nera e dello Spazio-T testimoniano che, se si vuole fare qualcosa e ci si impegna fortemente, si possono ottenere dei risultati importanti. Anche da qui, da Alghero e dalla Sardegna.

 

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