Francesco De Carlo: la stand up comedy italiana diventa internazionale

Francesco De Carlo in Sardegna con il suo spettacolo: tra ironia dissacrante e risate libere, ecco cosa ci ha raccontato lo stand up comedian italiano.

Claudio Simbula

Claudio Simbula

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Chi è Francesco De Carlo? È un comico italiano che fa stand up comedy, dunque è uno stand up comedian.

Cos’è la stand up comedy? È uno spettacolo di cabaret basato sulla presenza di un comico che si esibisce “stand up”, stando in piedi di fronte al pubblico, con il quale ha un contatto diretto.

Anche le tematiche sono spesso dirette e crude: gli stand up comedian trattano volentieri argomenti che vanno dal politico al sociale, sino ad arrivare alle proprie esperienze, in una introspezione personale nella quale coinvolgono il pubblico. Far ridere e far pensare, questo è l’obiettivo di tanti artisti che praticano questo genere di comicità. E Francesco De Carlo è uno di loro (come il suo collega Giorgio Montanini, che vedremo a Sassari l’11 febbraio).

 

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L’artista recentemente è stato protagonista di uno speciale documentario, “Tutta colpa della Brexit”, andato in onda su RaiTre.

In più, Francesco negli ultimi anni ha deciso di internazionalizzarsi, traducendo il suo spettacolo in inglese e calcando palchi in tutto il mondo, dal Fringe Festival di Edimburgo al Just For Laughs di Montreal in Canada, fino a quelli in Sud Corea e Sud Africa, riuscendo a debuttare in tv in Inghilterra nei programmi Paul Hollywood’s Big Continental Road Trip su BBC TWO e Unspun with Matt Forde su Dave Channel), ricevendo numerosi complimenti.

Questa sua tournée all’estero lo ha finalmente portato anche in Sardegna (una sua battuta, che detta durante lo show suonava ben più divertente). Sono andato a incontrarlo a Sassari, subito dopo il suo show al Birdland, domenica 21 gennaio.

Ecco cosa ci siamo detti.

 

Incontro Francesco De Carlo subito dopo il suo show a Sassari presso il Birdland Jazz Club. Ha intrattenuto il pubblico per quasi un’ora e mezza, strappando una marea di applausi e risate.

Mi siedo al suo tavolo insieme ad amici, manager e dei talentuosi stand up comedian locali (Alessandro Cappai e Simone Sechi: a proposito, seguite la pagina Stand Up Comedy Sardegna!).

Sul tavolo, un piccolo aperitivo notturno: vino rosso, salumi e formaggio, per restare sui sapori tipici sardi.

La nostra chiacchierata inizia in un clima informale, tra un bicchiere e l’altro.

 

Ciao Francesco! Una domanda originale: è la tua prima volta in Sardegna?

Ciao! No, non la prima: avevo fatto uno spettacolo, una cosa con i Barbarici Ridicoli, nel 2011, mi pare.. Un sacco di tempo fa, era il mio primo spettacolo qui, poi non sono più rientrato sino a questi due giorni (show a Cagliari e Sassari). Tutto questo succedeva prima dell’esperienza all’estero, a Londra, che mi ha cambiato un po’. Andando fuori ho capito un sacco di cose, davvero.

 

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Ti riferisci in particolare al movimento stand up comedy?

Si, ma non solo: anche sul mestiere di comico in generale.

 

Perché hai scelto proprio Londra?

Perché là la stand up comedy è un mercato molto più grande, ci sono un sacco di Comedy Club che qui in Italia non esistono… Noi non abbiamo i Comedy Club, è quello il problema. Non avendo questo genere di locali, non c’è la possibilità di crescere come comico. Invece andando in scena praticamente tutte le sere, perché a Londra vai in scena 5 o 6 volte a settimana e nel weekend a volte fai anche la doppia, ci sono molte più possibilità di andare sul palco, così cresci e ti confronti con tanti altri comici sempre più bravi. Poi il pubblico è sempre più evoluto, e questo ti stimola costantemente.

 

Un confronto e una crescita continua, insomma.

Si, nel giro di 2-3 anni, a parte migliorare l’inglese, sono cresciuto da tanti punti di vista, mi ha aiutato a migliorare anche la comicità, questa è stata una grande svolta. Infatti è una cosa che consiglio a tutti, comici e non solo.

 

Tra le altre cose ti sei esibito anche al Fringe Festival di Edinburgo, com’è stato?

Si, ho partecipato due volte. Davvero bello, un’esperienza molto importante e divertente che ho fatto con grande piacere.

 

E poi sei stato anche ospite sulla BBC…

Si, esatto! Anche quella è stata una grande soddisfazione. Ecco, uno può pensare che hai fatto la BBC e hai svoltato, in realtà non è così, non è così semplice. Anche all’estero la carriera è sempre una questione di sali e scendi continui, bisogna sempre tenere duro e andare avanti, dedicare gli anni della tua vita a questo.

 

Far ridere un pubblico inglese è diverso rispetto al far ridere un pubblico italiano?

Il mio materiale resta lo stesso, cambia qualche riferimento, alcune cose fanno più ridere qua, altre fanno più ridere là… Sicuramente loro sono più esigenti, però ormai riesco a pensare il pezzo in inglese, perché nella mia testa deve funzionare lì. Se funziona lì, allora funzionerà anche qui. Se invece funziona qui, non è detto che avrà lo stesso successo anche là, proprio per via del loro standard più alto. È un modo per tenere un po’ alta l’asticella di quello che faccio.

 

Parti anche da quello che è il contesto, l’attualità, locale e nazionale?

Si, ovviamente poi là alcune cose sono molto più sentite, ad esempio tutto il discorso sulla Brexit ha una presa più grande rispetto a quello che potrebbe accadere qua. È un discorso di riferimenti… Ad esempio, là non sanno chi sono alcuni nostri politici locali, che qui invece conosciamo tutti.

 

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Francesco De Carlo live su Comedy Club

 

Ti è capitato di fare battute su un grande classico come “Berlusconi”?

Si, all’inizio in particolare mi è capitato, le facevo. Anche perché loro certe cose non le capiscono… Berlusconi è un po’ la cosa che conoscono di più di noi, quindi all’inizio devi raccontare le cose che già conoscono, capiscono dove si ride… Poi dopo un po’ però diventa noioso, sempre la solita cosa, quello di Berlusconi è un tema decisamente abusato. Alla fine devi raccontare quello che fa ridere a te, e a me sinceramente le battute su Berlusconi non fanno più ridere. Da un po’, ormai.

 

Immagino, non va più di moda: ne riparleremo tra un paio di mesi, magari.

Esatto, e pure questo è interessante perché loro non conoscono bene Berlusconi, sanno solo quelle cose sul Bunga Bunga, hanno letto sicuramente anche dei processi in corso per corruzione, associazione mafiosa, prostituzione.. Però è il Bunga Bunga ad averlo reso famoso. Berlusconi per alcuni aspetti è stato un precursore, vediamo poi cos’è successo con Trump, con Grillo, ecco… Gli inglesi non capiscono come sia possibile che un comico fondi un partito e poi questo diventi il più grande a livello nazionale, non se lo spiegano. Poi magari succederà anche da loro, magari tra poco, perché il populismo c’è dappertutto, però questo è un punto di vista interessante. Noi dovremmo essere il paese in ritardo, e invece per questi aspetti siamo un’avanguardia. Certe cose succedono prima qua e poi là. Siamo un laboratorio politico, una vera avanguardia.

 

Da dove arrivano le ispirazioni per i tuoi pezzi?

Da quello che mi succede attorno, quello che vedo, quello che vivo… Ad esempio, una mia ex ragazza che voleva essere menata (episodio raccontato in un suo sketch). A me fa ridere perché è un paradosso, in un momento storico come questo, in un paese in cui ci sta la violenza sulle donne tutti i giorni sui giornali, io esco con l’unica che mi chiede di essere menata. Cioè, che cazzo. Allora pensi «Ci faccio un pezzo».

Poi, che so, da quello che leggo sui giornali. Se parti da quello che pensi tu, che provi tu, non ti puoi sbagliare. Il problema è quando cerchi di far ridere con cose che non ti stanno a cuore. Se una cosa non ti sta a cuore, non ti fa ridere. Quello è l’errore più grande che puoi fare.

 

C’è un argomento su cui ti piace particolarmente fare ironia?

Nel prossimo spettacolo mi piacerebbe parlare di cose che mi sono successe, tipo il mio rapporto con le donne, le situazioni in cui mi trovo. Essendo un caso umano, trovo solo casi umani e mi piacerebbe parlarne. Poi vorrei parlare di cose leggere, cazzate, cose simpatiche, anche partendo da spunti più alti.

 

Bene. E ora che farai?

Tutto da vedere! L’unica certezza è che domani ho un aereo per Roma alle 12.45. Il resto è tutto da vedere.

 

Poi, dopo una breve pausa, una frase criptica: «Il 2018 ci darà grandi soddisfazioni!»

 

La nostra chiacchierata ufficiale si chiude così.

Non so se Francesco abbia detto quest’ultima frase con la sicurezza di chi ha già dei contratti in tasca, o con la speranza di veder realizzati tutti i suoi progetti. Una cosa è certa: Francesco De Carlo è un artista da seguire.

 

Potete guardare alcuni spezzoni dei suoi sketch sulla sua pagina Facebook Francesco De Carlo e ampliare la ricerca su YouTube.
Tenetelo d’occhio, ne vale davvero la pena!

PS: se ti piace la stand up comedy conoscerai anche Giorgio Montanini: ecco, sarà a Sassari l’11 febbraio! Save the Date!


 

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