Gli inquietanti commenti alla pagina Facebook del film “Sono Tornato”

Il remake del film tedesco Lui è tornato, in cui viene raccontato l'ipotetico ritorno di Benito Mussolini nell'Italia di oggi, ha generato sulla propria pagina Facebook una cascata di "magari".

Ignazio Caruso

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Di sana e robusta costituzione. Docente Lettere, blogger, mancino e juventino a tempo indeterminato.
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In questi giorni è comparso sulla mia bacheca, a più riprese, questo contenuto sponsorizzato della pagina Facebook del film “Sono Tornato”, uscito il primo febbraio nelle sale di tutta Italia.

La pellicola è il remake del film tedesco Lui è tornato (2015), in cui si racconta l’ipotetico ritorno di Adolf Hitler nella Germania contemporanea e le sue imprevedibili conseguenze. Nella trasposizione italiana, il protagonista è Benito Mussolini, interpretato da Massimo Popolizio. Così come nell’originale tedesco, il film è composto in buona parte da scene improvvisate in cui il redivivo Duce interagisce con persone ignare della finzione in atto, scatenando le reazioni più disparate. Se inizialmente viene scambiato per un pazzo, col passare dei minuti un giovane regista precario ne intuisce il potenziale: nasce così una sorta di reality show on the road, in cui “Mussolini” cita alcuni suoi famosi discorsi in giro per l’Italia.

Sebbene sia stato criticato da più parti (si veda Sono tornato parla del fascismo in modo ambiguo, di Christian Raimo), il film ha un intento prevalentemente satirico e parodistico, così come il suo padre tedesco. Andando a scorrere i commenti al contenuto sopracitato, però, si nota che – alla stregua di molti meme-spazzatura che circolano sui social – è sufficiente un’immagine del Duce con la scritta “sono tornato” a scatenare una valanga di commenti nostalgici. Sembra quasi che l’ambiguità denunciata da Raimo sia mantenuta anche a livello di comunicazione social.

Ora, alla luce dei recenti fatti di Macerata – e dei recenti commenti a quei fatti – e visto e considerato che, semmai ci fosse bisogno di ricordarlo, nell’ordinamento giuridico italiano l’apologia del fascismo è un reato previsto dall’articolo 4 della legge 20 giugno 1952, n. 645, la domanda, o meglio le domande, sono queste:

– Cosa ne pensano gli autori e i produttori del film?

– Sarebbe lecito aspettarsi una moderazione dei commenti da parte dei gestori della pagina?

– Sarebbe lecito aspettarsi una moderazione dei commenti da parte di facebook?

– Con quale target è stata impostata la sponsorizzazione del contenuto?

– Cosa stiamo aspettando a fermare tutto questo?

Ecco alcuni degli inquietanti commenti. Buona lettura.

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…e buona fortuna a tutti noi.


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