Incontro Sindaco e cittadini: è un paese per vecchi

Incontro Sindaco e cittadini: è un paese per vecchi

Il racconto di uno degli incontri svolti dal Sindaco di Alghero nei vari quartieri della città. Siamo andati a quello della Pietraia, una delle zone più popolose (e dimenticate) della città.


Mercoledì sera ho avuto modo di poter partecipare all’assemblea pubblica, tenutasi nel quartiere della Pietraia, assieme ad un caro amico. Erano presenti il sindaco Mario Bruno, gli assessori Ansini, Cacciotto, Cherchi e Salvatore ed alcuni rappresentanti del comitato di quartiere. La prima cosa che ho notato nell’avvicinarmi è stata che l’età media si aggirava intorno ai sessanta, un po’ come per il pubblico di “Chi l’ha visto?”. Dopo le presentazioni di rito e l’esposizione di alcuni punti programmatici, la parola è passata direttamente ai cittadini presenti, in quanto lo scopo di queste riunioni è esattamente questo: ascoltare la voce del popolo, per capire perché, dove e come migliorare la qualità della vita in città, e in questo caso nel quartiere.

Situazione particolare, quella della Pietraia. Si tratta infatti di uno dei quartieri più popolosi di Alghero (ospita all’incirca un terzo della popolazione della nostra città) e, purtroppo, più trascurati dalle istituzioni. In questo caso non si è certamente trattato di “Vox populi, vox Dei”, essendo evidente che talune erano guidate da un demone per troppo tempo messo a tacere: l’abbandono. A più riprese si è dovuti intervenire per placare gli animi che si accendevano durante gli interventi di Tizio e di Caio, ed è stato come tornare a scuola, quando la maestra ammoniva dicendo che si parla uno alla volta. Aldilà di ciò, in qualità di residente in quel quartiere, ho appoggiato la quasi totalità delle proposte fatte. Quando, però, il mastodontico e attempato signore seduto alla mia sinistra è intervenuto per proporre la realizzazione di un centro di aggregazione per anziani, ho deciso di dire la mia, quasi per controbilanciare.

Ho rispetto per l’anzianità altrui, a differenza di chi distribuisce le pensioni, ma era evidente che le tematiche giovanili non fossero di interesse generale. Così mi sono rivolto prima all’assessore Salvatore e poi direttamente al sindaco Bruno, facendo loro presente la situazione dello Skate Park di via Don Minzoni. Uno spazio pubblico che dovrebbe essere un luogo di aggregazione e svago per i giovani, che versa ormai in uno stato di totale incuria, dove pulizia e manutenzione sono soltanto lontani miraggi.
Ma non solo. Uno spazio dove poter creare eventi permeato da un alone di mistero, più precisamente: a chi ci si deve rivolgere per poterlo utilizzare, che so, per dei live musicali, un contest di skateboarding o uno di lancio del coriandolo?

Chiaramente ho poi toccato anche altre tematiche, come la gestione del verde pubblico, la viabilità in alcuni tratti e le condizioni del manto stradale. In via degli Orti, pochi giorni fa, dopo un paio di piogge si è formato un buco maggiore di quelli in bilancio ai tempi del crac Parmalat. Dopo il mio intervento (seguito da qualche timido applauso, manco fossimo al Bagaglino dopo una battuta di Oreste Lionello) hanno ripreso la parola gli anziani signori.

Qualcuno ce l’aveva col Sindaco per il proliferare di antenne di telefonia, altri suggerivano l’aumento di panchine nei pressi delle fermate degli autobus, altri ancora erano estremamente preoccupati per qualsiasi cosa, purché riguardasse la loro singola via o marciapiede: «Sotto casa mia non va bene!». E così tra qualche risata, qualche proposta interessante e supercazzole degne del miglior Ugo Tognazzi, a fine assemblea sono tornato a casa, ma non dopo aver scoperto, se non altro, a chi dovrò rivolgermi per poter organizzare un evento musicale allo Skate Park.

Consiglio quindi a tutti i giovanotti di recarsi alle prossime riunioni, dal momento che la cosa davvero triste è stata che a quest’ultima, di giovani, ce n’erano ben pochi: io e il mio caro amico.

Il segnale che io vivo in un paese per vecchi.


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