Intervista ai Marlene Kuntz tra musica, cinema, talent show e crisi del rock italiano

Breve intervista alla band in occasione del Festival Cinema delle Terre del Mare ad Alghero: Luca Bergia e i Marlene raccontano come nasce l'idea di musicare dei video subacquei, il rapporto con il cinema, la crisi del rock italiano e altro...

Claudio Simbula

Claudio Simbula

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Claudio Simbula

Breve intervista alla band in occasione dello spettacolo per il Festival Cinema delle Terre del Mare: Luca Bergia e i Marlene raccontano come nasce l’idea di musicare i video di Jean Painlevé e molto altro.


Tra i ricordi dell’estate 2018 terrò sicuramente l’esibizione dei Marlene Kuntz ad Alghero. La storica rock band italiana è stata ospite del Festival Cinema delle Terre del Mare, esibendosi in un particolare spettacolo: la sonorizzazione dei video di Jean Painlevé, pioniere e sperimentatore del documentario scientifico, autore di oltre duecento film realizzati tra gli Anni Venti e gli Anni Sessanta.

Ma dove nasce l’idea di musicare questi filmati? E qual è il rapporto tra Marlene e cinema?

Ne abbiamo parlato un po’ in particolare con Luca Bergia, batterista della band, insieme ad altre domande su musica e non solo…

 

Ciao ragazzi e benvenuti ad Alghero! È davvero bello vedere i Marlene ospiti in questa città, richiamati grazie a un Festival dedicato al Cinema come il Cinema delle Terre e del Mare.

A proposito, com’è andato lo spettacolo ad Alghero e com’è nata l’idea di musicare dei video subacquei?

L’idea di musicare queste immagini è nata da Stefano Boni, responsabile della programmazione presso il Museo del Cinema di Torino; qualche anno fa fummo chiamati per una sonorizzazione live all’interno di un bioparco, lo Zoom alle porte di Torino, e ci fece alcune proposte. Noi scegliemmo Painlevè perché crediamo che queste immagini abbiano una forza e una suggestione speciale, onirica, fantasmagorica, psichedelica, perfette per il nostro mondo improvvisativo.

In realtà non è stata la nostra prima esperienza in questo ambito, è da almeno una decina d’anni che sonorizziamo pellicole di film muti.

Le reazioni del pubblico sono state ottime; sentire applaudire tra un capitolo e l’altro è sempre indice di ottima performance ed intesa. Ho letto anche una recensione lusinghiera dello spettacolo, dunque bene.

 

Rapporto con il cinema: quali sono i vostri registi preferiti?

Ognuno di noi ha i suoi gusti, e non è semplice scegliere… Ne dico alcuni non in ordine di importanza: Wenders, Scorsese, Kubrick, Herzog, Steve McQueen, Polansky, i fratelli Coen, Michael Mann, Iñárritu e molti altri.

 

Il cinema ha rappresentato fonte di ispirazione per i Marlene Kuntz? Ci sono degli esempi in particolare?

Credo che confrontarsi con arti diverse sia sempre fonte di stimolo ed ispirazione; in questo senso penso che il cinema ci abbia influenzati, anche se non in maniera preponderante.

Ricordo che all’inizio del nostro percorso (credo fosse il ’90) realizzammo un brano che venne utilizzato come colonna sonora in un corto indipendente. Il titolo era “Nuovi palazzi che crollano”, in omaggio ai Neubauten.

In seguito intitolammo provvisoriamente “Wendersiano” un’atmosfera che ci riportava alle immagini del “Cielo sopra Berlino”.

 

Ultimamente si parla spesso di “crisi del rock italiano”: voi che ne pensate? 

Sintetizzando, se devo pensare al rock come forma d’espressione e linguaggio a livello mondiale, vedo che esistono ancora band capaci di risultare “fresche” e scuotere l’ascoltatore con un sound inequivocabilmente rock (qualche giorno fa, al rientro da Alghero ho scoperto gli Shame e gli Iceage). Il rock in questi anni si è molto mescolato con altri linguaggi, ad esempio se penso agli Sleaford Mods li associo più’ ad un gruppo post punk che non hip hop. È comunque vero che in generale il suono chitarre/basso/batteria ha molto meno appeal e si sta sempre più’ mescolando con l’elettronica.

In Italia le cose vanno diversamente per vari motivi: innanzitutto perché non siamo un popolo culturalmente rock e come dicevo prima il rock non è più’ di “moda” attualmente, poi , a mio parere, si è tutto molto omologato ed appiattito sul pop. In questo senso credo che, almeno in parte, il grande successo dei talent abbia contribuito a questa deriva. Si assiste in generale ad un declino delle band in favore dei cantanti solisti, declino legato al meccanismo dei talent, al marketing che agevola il singolo piuttosto che una pluralità di individui ed alla difficoltà’ maggiore di sostenersi musicalmente in gruppo piuttosto che in solo.

 

A proposito di Talent Show: se vi dovessero chiedere di partecipare come giudici a un talent, quale sarebbe la vostra risposta?

Ma tutti quegli zeri ci stanno in un contratto solo?  🙂

 

Trent’anni di grande carriera: 3 canzoni dei Marlene a cui siete particolarmente affezionati?

È una domanda che rivolgerei volentieri al nostro pubblico, ogni disco per noi è come un figlio, è l’esito di un percorso in cui  abbiamo cercato di dare il massimo di noi stessi.

 

Novità in casa Marlene: state lavorando a qualcosa in particolare? Cosa possiamo aspettarci? 

Stiamo lavorando ad un nuovo disco e ci stiamo prendendo tutto il tempo necessario per farlo al meglio cercando soluzioni che sappiano stupirci e renderci orgogliosi di questo undicesimo pargolo.

 

Grazie mille Luca, Cristiano e Riccardo. E grazie per tutti gli album e le emozioni che ci avete regalato in questi anni.

 

Se volete leggere altre interviste in tema musicale, date uno sguardo alla chiacchierata fatta con Willie Peyote!

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