La risposta di Chiara al finto Alessandro

Lo scambio epistolare arrivato alla ribalta nazionale si arricchisce di un nuovo capitolo. Chiara, la ragazza che scrisse al sindaco di Alghero nel tentativo di ritrovare il suo "Alessandro", ha letto la nostra risposta e non ha esitato a scriverci.


Cara redazione, rimango sempre quella ragazza sconosciuta, forse oggi un po’ meno. Vorrei rassicurarvi tutti: non sono pazza, ma non ci metterei la mano sul fuoco.

Sono conscia della potenza del web e ogni qualvolta mi passa una notizia sottomano tendo ad analizzarla, ma difficilmente commento. Leggo invece diversi commenti sotto la mia lettera pregna di amore, follia e ironia.

Devo complimentarmi con tutti. Ognuno, a suo modo, ha commentato scrivendo un qualcosa di geniale, chi più chi meno. Ho fatto una lista preferiti…scherzo ragazzi! Ho solo appuntato bene in testa i commenti memorabili. Che sono una tipa ironica e con il senso dell’umorismo ve l’avevo detto?

Trovo sano e geniale chi scrive «ricoverarla?», «facciamola aiutare da uno bravo» o simili. E stimo, chi come me, conserva ancora un briciolo di romanticismo. Pensate che i miei fedeli amici sono divertitissimi da questa cosa e continuano a dirmi «loro non lo sanno che tu sei proprio così». E meno male, aggiungo io. Come trovo geniale questa lettera del mio fantomatico Alessandro e nella mia vita e nel mio lavoro mi hanno sempre insegnato che la genialità va riconosciuta e premiata. Probabilmente non è affatto lui a scrivere (senza probabilmente), ma ecco un’altra cosa che potrebbe piacermi di questo Alessandro: il suo stile. Brillante, mi ha fatto ridere e magari ha dato voce ad un pensiero comune a molti «questa è matta».

Commenterò la risposta del mio Romeo solo fra un attimo, intanto voglio confidarvi un segreto/poco segreto: sono una giovane ragazza, lavoro ed è vero ciò che scrive Ale (posso chiamarlo Ale? Credo di potermi prendere questa confidenza), e cioè che vivo in un mondo tutto mio magari folle, ma folle in un senso deciso da chi trova normale determinate cose piuttosto che altre. Chiedete ad un pazzo invasato come me, chi è quello normale in tutta questa storia!

Scrivo. Scrivo per piacere e non bramo la fama, faccio anche altre cose, studio, lavoro, già detto cavolo! E non ho il dono della sintesi. Questo per dirvi che la stessa passione che metto in una lettera per il sindaco, la mettevo in un tema a scuola, in diverse mail che quotidianamente giro per motivi di lavoro e non, anche nella storia della mamma sul bus e anche nei bigliettini di auguri.

La richiesta di aiuto al sindaco la inviai mesi fa, Alessandro mi aveva davvero colpito, ma non pensavo potesse avere risonanza nazionale. Certo, scrivo di cortei e gettoni d’oro, ma che sono ironica ve l’ho già detto, no? Fatto sta che alla fine di tutto mi farebbe piacere incontrare Ale.

Condivido con voi diversi pensieri, il primo fra tutti è che mi rendo conto da sola che esistono notizie degne di nota e meritevoli di visibilità, più di una cotta. Motivo per cui chiedevo al mio BatmanBruno, di spiegare a tutti coloro che lo stavano contattando in relazione a ciò, di concentrarsi su argomenti più seri a cui dare la giusta visibilità (andare in tv mi sembra eccessivo). Immaginavo una sorta di spotted locale, regionale toh, non di più.

Detto questo, Alessà, se fossi davvero tu l’autore di questa lettera, un po’ cazzaro sei, ma non ti odio ancora. Non odio nessuno in realtà. Non potevo sembrarti un agente dell’FBI e il perché lo sai. Stavo seduta zitta zitta a guardare da lontano con la coda dell’occhio le tue mosse, ragionando su come avrei potuto attaccare bottone. E tu guardavi in un’altra direzione, quella del bar, bar da cui mi ero alzata da poco. Insomma Alessà, se sai chi sono è solo perché anche tu mi guardavi e io guardavo te, questo sono certa di averlo già detto, però sta storia del pene nella monnezza non potevi evitarla?

Io ti immagino alto forte e come un Dio dell’olimpo. Perché ci regali scene così atroci? Se poi le gazzella le vuoi buttare, passale a me che io le metto e mi eviti di andarle a comprare. Per il resto Ale, no non sono russa. Pure tu voli alto con l’immaginazione, ti aspettavi una strafiga, bionda e pure ricca. Peró no, cioè lo saprai come sono se mi hai visto. Dico, oltre a sapere che sono pazza e della Cia saprai anche questo, o no? Sui pregiudizi poi, la penso come te. Vedi quante cose in comune abbiamo? E vabbè, proprio non vuoi capirlo che siamo fatti l’uno per l’altra. Allora io giuro di dimenticarti, ma tu giurami Ale, che semmai ti dovesse venire in mente di scrivere una lettera alla tua ragazza, chiederai aiuto a me.

Il romanticismo non è proprio il tuo forte. E poi magari è la volta buona che ci incontriamo!

Per il resto, grande Ignazio.


LA LETTERA PRECEDENTE


Commenta

commenti