L’altra sera ho parlato con Gesù

Alcune volte Gesù si trova nei luoghi più improbabili. Io l'ho incontrato poche sere fa.

Stefano Carena

Stefano Carena

Classe 1991. Attualmente vivo a Torino dove studio videomaking. Messo davanti alla scelta se scrivere per Times o per Blogamarì non ho potuto che farmi sedurre dalla seconda proposta.
Stefano Carena

Latest posts by Stefano Carena (see all)


Molte persone cercano Gesù per tutta una vita. Io l’ho incontrato per caso qualche sera fa, in Piazza San Carlo a Torino.

Circa un mese fa, le strade di Torino hanno visto apparire, in concomitanza con l’ostensione della Sindone e con il relativo pellegrinaggio-turismo massivo, un personaggio particolare di cui si è molto parlato su diverse testate nazionali. Si tratta del buon Jesus, che ha deciso di tornare tra noi dopo 2000 anni di vacanza.

Ieri ho avuto l’occasione di parlarci un po’, subito dopo il concerto in piazza dei Blues Brothers (si, quelli in missione per conto di Dio, per restare in tema). Girava tra i cocci di vetro rimasti per terra dopo la serata, vestito con dei sandali, il velo in testa e la sua immancabile tunica (marocchina, precisa lui).

Jesus in realtà si chiama Marco, è un ragazzo di 27 anni con alle spalle diversi lavori tra cui il grafico, l’attore di teatro, il documentarista e il montatore. «Comunque non sono un ex montatore che è stato licenziato e si veste da Gesù in segno di protesta, come hanno riportato diversi giornali – precisa – e neanche per provocare, come si potrebbe pensare». Allora perché fai questa cosa – chiedo io – proprio in questo periodo in cui la città è letteralmente invasa dai pellegrini?

gesu-a-torino-2

Marco, o Jesus se preferite, mi spiega che la sua idea è stata quella di sfruttare la sua somiglianza con il profeta per essere un catalizzatore di attenzione, un’icona riconoscibile da tutti e verso la quale la gente è incuriosita. In questo modo le persone sono invogliate a fermarsi a parlare. «Mi interessa incontrare sconosciuti, parlarci mentre ci guardiamo negli occhi, ascoltare o raccontare storie». Restiamo umani, quindi? «Esatto. L’idea alla base è vivere il momento: Io sono qui ed ora e parlo con te, tutto il resto è secondario». Proprio per questo motivo non sa quando smetterà di vestire quei panni bizzarri per tornare alla sua vita normale.

11414466_1075757165786155_1761215856_n

Mentre parliamo vanno e vengono molte persone, chi per scattare una foto assieme al ragazzo, chi per ascoltare la sua storia come faccio io. Questo è sicuramente il segno che quello che sta facendo, qualsiasi cosa sia, sta funzionando. Finita la nostra chiacchierata Jesus mi stringe in un lungo abbraccio: «Mi ha fatto piacere parlare con te – mi dice – stammi bene». La mia impressione è stata quella che Marco stia portando avanti una performance teatrale in giro per le strade, nella vita reale. Usa il personaggio come mezzo per arrivare alle persone e mandare loro un messaggio, o perlomeno suscitare un qualche tipo di reazione. Io, comunque, continuo a chiedermi dove finisca Marco e inizi Jesus, ma forse non dovrei pensarci e seguire il suo consiglio: pensare al qui ed ora.


Commenta

commenti