Molla tutto e va a lavorare: l’incredibile storia di un travel blogger italiano

Mario The Traveler era un travel blogger di successo. Poi, la scelta improvvisa: andare a lavorare

Ignazio Caruso

Ignazio Caruso

Di sana e robusta costituzione. Docente Lettere, blogger, mancino e juventino a tempo indeterminato.
Ignazio Caruso

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Mario The Traveler era un travel blogger di successo: laureato in Economia, a 30 anni aveva 300mila fan su Facebook, 3 milioni di follower su Instagram e un sito seguitissimo in tutto il mondo. In questi ultimi anni, era riuscito a condividere i suoi viaggi e le sue avventure “across the world” con tantissime persone. Un giorno, però, ha deciso di cambiare vita realizzando, di fatto, il sogno di una generazione intera: avere un lavoro a tempo indeterminato.

Raccontaci Mario, com’è scoccata la scintilla?

Ero tornato da qualche giorno dalla Birmania: l’ennesimo viaggio alla scoperta di me stesso. Una mattina, però, mi sono svegliato e mi sono accorto di essere cambiato. Di colpo ho realizzato che la vita mi stava scappando di mano e io ero del tutto insoddisfatto. Così mi sono detto: ma sì, faccio una pazzia…Mollo tutto e vado a lavorare!.

Qual è stato il primo passo?

Beh, ho fatto un po’ quello che fanno tutti: ho iniziato a mandare qualche curriculum qua e là. Stavo per perdere le speranze, quando un’importante azienda nazionale ha risposto alla mia mail, mostrando interesse verso la mia candidatura. All’inizio mi hanno proposto uno stage e poi un bellissimo contratto a tempo indeterminato!

Dev’essere stato difficile all’inizio. Cosa si prova?

Sì, lo ammetto. Le prime settimane sono state davvero dure. La sveglia alle 7 del mattino, la pausa pranzo, i colleghi antipatici, il rientro a casa, la sera, stanco dopo un’intera giornata passata in ufficio. Ma poi ci si abitua e, alla fine, arrivano le soddisfazioni.

Spiegaci meglio: come hai fatto a trasformare il tuo lavoro in una passione?

Semplice, basta essere poveri! È bello viaggiare e fare la bella vita, finché qualcuno ti molla il cash. Di colpo, però, i miei genitori mi hanno cacciato di casa. “Hai trent’anni, basta cazzeggiare”, mi hanno detto. Così, eccomi qua. Non finirò mai di ringraziarli!

Che consigli daresti a chi vorrebbe seguire le tue orme?

Il consiglio principale è questo: non abbiate paura! È vero, lavorare può fare davvero schifo: doveri, obblighi, responsabilità. Ma può essere anche un modo per realizzarsi, fare progetti, arricchire il proprio presente e costruirsi un futuro.

Quanto tempo passi, mediamente, al lavoro?

Direi né troppo, né poco. Trascorro in banca tra le 30 e le 35 ore alla settimana, ma vengo pagato per questo!

Cosa si prova, da spirito libero, a diventare un semplice ingranaggio del sistema?

Spirito libero? Come pensi che mi permettessi i viaggi nel sud est asiatico? È grazie al famigerato “sistema”, e alle disuguaglianze che ha creato, se possiamo andare in Vietnam o, che so, in Perù, e spendere 5 euro al giorno.

Non rimpiangi la tua vita da travel blogger?

A volte sì, soprattutto in quei lunedì di pioggia sempre uguali, in cui tutto sembra andare storto. Ma anche la routine ha i suoi lati positivi e, se sono buone, le abitudini possono farti crescere quanto gli imprevisti. E poi, se ripenso al bagno nell’acqua del Gange…

Progetti per il futuro?

Vorrei una vita normale. Mi piacerebbe sposarmi, magari avere dei figli. E fare qualche viaggio ogni tanto.

Però, che coraggio. Auguri Mario!

Grazie. A presto.


 

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