Non avrai altro odio all’infuori di me

La religione dovrebbe far vivere le persone in pace: invece, è vero l'esatto opposto. La religione spesso fomenta ignoranza, uccidendo la cultura, lo spirito scientifico, la curiosità, il dubbio. Ed è così da millenni.

Giovanni Canu

Giovanni Canu

Studente affezionato della Facoltà di Psicologia di Cagliari, scrittore pubblicato, musicista e compositore casalingo. Molestatore scientifico ed agitatore di bandiere. Amante delle discussioni, logorroico e pignolo. Il tipo di persona che ti piacerebbe incontrare, ma che uccideresti una volta conosciuto.
Giovanni Canu

Non avrai altro dio all’infuori di me.

Lo ricordate? È il primo comandamento della vostra religione. No, non di quella cristiana (o almeno, non solo). Lo è di tutte.

Se ci fosse una sola fede che parte da tale presupposto, mentre tutte le altre ne differiscono, capirei i conflitti (filosofici o fisici). Ma così non è! TUTTE le religioni, non solo quelle “grandi”, si basano sull’univocità del loro dio o credo. La cosa suona paradossale e molto pericolosa.

Facciamo un piccolo gioco: guardate l’immagine seguente e ditemi cosa vedete.

Test Anatra coniglio

Fatto? Ottimo! Come? È un’anatra? Suvvia, non dite assurdità… è un coniglio, si vede benissimo.

Ancora insistete? Siete per caso imbecilli? Smettete di dire cazzate, altrimenti mi arrabbio sul serio. Basta, mi avete rotto: ho ragione io! Volete la guerra? E guerra sia! E così si finisce con l’uccidersi a vicenda per qualcosa che in realtà è mera illusione, per delle differenze che hanno la presunzione di esistere anche laddove la logica le nega.

E le analogie? Quelle non contano, ovvio! Altrimenti ci accorgeremmo che, in realtà, stiamo tutti pregando il medesimo dio, un dio geloso perfino di se stesso a quanto pare.

Non voglio assillare nessuno con antropologia e teologia, ma sappiate che esistono più analogie di quante crediate, perfino fra religioni “estremamente diverse”.

Ma allora perché tanto odio? La risposta è molto più banale della domanda (permettetemi il semplicismo, almeno stavolta): non avendo termini di paragone, l’unico elemento a disposizione è anche il migliore. «Aragosta? Che schifo! Sembra un insetto gigante! Preferisco gli hamburger». «L’hai mai assaggiata?». «No». Se ci si fissa su una stessa cosa, ad esempio una stessa religione e si conosce solo quella, è ovvio che le analogie finiscano col rimanere oscurate. Inoltre, temiamo ciò che non conosciamo. È un meccanismo di autodifesa che ci portiamo dietro da prima di scendere dagli alberi (altolà creazionisti!). La mia personale idea sulle confessioni è abbastanza estrema, o vista come tale, in quanto si basa su argomenti utilitaristici.

Credo che la religione abbia fatto il suo tempo, che sia stata di una qualche utilità ma che ora sia il caso di accantonarla, altrimenti v’è il rischio di bloccare tutto il sistema con un meccanismo obsoleto.

Immaginatevi di cercare di far partire i videogiochi di ultima generazione su un dispositivo di tutto rispetto, che però monta un sistema operativo come Windows 95.

Capisco nulla di informatica, ma credo che per quanto tutti gli ingranaggi interni possano essere adeguati, in una situazione simile col piffero che riuscireste a giocare.

Ecco: per me la religione è oramai obsoleta.

Ha avuto una sua utilità a livello antropologico, riunendo popoli (se così si può dire), fungendo da calderone dal quale attingere risposte in un periodo in cui la scienza doveva ancora nascere e gettando le basi per una società più o meno civile.

Ma ora sta incriccando il sistema.

Ancora oggi si sparge sangue e si distruggono culture al solo scopo di affermare la propria idea idiota de “Quello lassù è un coniglio, e stì cazzi l’anatra!”.

La religione fomenta ignoranza.

 

Anni fa lessi un estratto di un testo divulgativo religioso. Non lo ho più con me, poiché stranamente mi bruciavano le dita al sol maneggiarlo, dunque non posso citarlo. Ricordo in parte solo un passo particolare, il quale ha sollecitato non poco dei virtuosismi maleducati. Giuro, parevo un rapper in pieno freestyle. Recitava più o meno così: “Diffidate degli uomini di scienza, poiché senza Dio. Dio solo è unica fonte di Salvezza e Verità, Dio solo è capace di curare ogni vostro male. […] Persino la depressione può essere curata con la preghiera e la penitenza”.

Non commento, altrimenti viene Brosio a tapparmi la bocca.

La religione fomenta odio.

 

È strano che un vocabolo così forte come “odio” sia null’altro che la parola “dio” con l’aggiunta della vocale “o” iniziale. No, aspetta, non è affatto strano. Basta guardarsi intorno, senza andare troppo lontano: ovunque manifesti omofobi, bigotti che pestano omosessuali, atei che vengono ghettizzati persino nel proprio condominio, scuole pubbliche invase da figure ecclesiastiche e campanelli stanchi di essere perseguitati anche la domenica mattina.

Cioè, fatemi capire: state condannando la vita altrui per qualcosa della quale esistenza non avete certezza matematica?

Ma, in effetti, non è un amico immaginario ad averne colpa. È il suo entourage.

«Siamo figli di Dio! Chi è contro la sua parola, merita una vita di m***a!»

 

[cit.: Otto il Bigotto].

E no cari belli: la storia, la filosofia, l’antropologia, la psicologia e le scienze in generale, ci insegnano, fino a prova contraria, che è Dio ad essere nostro figlio, non viceversa. Abbiamo creato un’entità più forte di noi, e ora ne siamo schiavi.

E tutti quelli che a questo punto diranno: «Sbagliato! La scienza non ha mai provato l’inesistenza di Dio!», li sfido: provate l’inesistenza di Spiderman. 

No, l’esempio aulico della teiera di Russel lo farò un’altra volta. Torniamo a Spiderman: esistono video, foto, testimonianze, perfino testi (sacri) che ne parlano. Paradossalmente abbiamo più prove della sua esistenza di quella del vostro Signore. Ci riuscite?

È tutta questione di audience.

La religione non uccide solo persone. 

Uccide la cultura, lo spirito scientifico, la curiosità, il dubbio.

 

Pensiamo alle organizzazioni terroristiche che distruggono l’arte, alle guerre sante (passate ed attuali), alla discriminazione generale, alla censura scientifica…alla religione che si pone come medico supremo per qualunque male, fisico o mentale che sia.

La Fede fuga ogni dubbio: è una forma di cieca fiducia, di obbedienza, di schiavitù. È il dubbio il vero motore evolutivo e la curiosità il suo carburante. La Fede è come comprare un Iphone per pochi spiccioli da un rivenditore internet napoletano (passatemi il luogo comune senza lapidarmi): senza il più che lecito dubbio, rischiate di spendere i risparmi di una vita per avere in premio un mattone colorato.

Fate attenzione, poiché con la religione è il tempo la nostra valuta di scambio. E nessun diritto di recesso ve lo restituirà. Cultura, spirito scientifico, curiosità, dubbio. Senza queste poche cose, di noi cosa rimarrebbe? Una tomba di carne, viva… sepolta sopra la terra.

Quando la sera tornerete a casa e ascolterete la Parola del Signore da quel canale radio che prende anche sulle rive dello Stige, fatemi un favore: tendete bene le orecchie alla voce felpata e cadenzata tipica degli uomini di dio. Sia mai che sentiate, fra un mantra e l’altro, il vero comandamento “Non avrai altro odio all’infuori di me”.


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