Premio Morrione 2016: intervista a Federica Delogu

Il Premio Roberto Morrione premia i migliori reportage d'inchiesta. Federica ci racconta la sua esperienza dello scorso anno e quella della prossima edizione

Stefano Carena

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Classe 1991. Attualmente vivo a Torino dove studio videomaking. Messo davanti alla scelta se scrivere per Times o per Blogamarì non ho potuto che farmi sedurre dalla seconda proposta.
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Federica è una ragazza di Alghero trasferitasi a Roma, dove vive e lavora come reporter freelance. L’anno scorso, con il suo gruppo di lavoro formato da ragazzi under 30 provenienti da varie parti d’Italia, ha realizzato un interessante reportage d’inchiesta sulla difficoltà di interrompere la gravidanza per ragazze e donne a Roma. Il lavoro si è classificato al secondo posto al Premio Roberto Morrione, probabilmente il premio più importante in Italia per quanto riguarda il reportage d’inchiesta. Quest’anno ci riprovano, presentando un lavoro del tutto differente. Blogamarì ha deciso di scambiarci quattro chiacchiere.

 

Ciao Federica, iniziamo parlando del concorso a cui state partecipando. Di cosa si tratta?

Il premio è intitolato a Roberto Morrione, fondatore e primo direttore di Rai news 24 scomparso cinque anni fa ed è indirizzato a progetti di giornalismo investigativo. Si svolge in due fasi: inizialmente ogni gruppo presenta un progetto scritto in cui illustra cosa intende realizzare e come intende farlo. I progetti selezionati in questa prima fase vengono finanziati con dei soldi, oltre che con il tutoraggio di tipo legale e giornalistico, ovvero abbiamo a disposizione un avvocato ed un giornalista che ci seguono nella realizzazione del progetto.

Chi fa parte del vostro gruppo di lavoro?

Siamo cinque tra ragazzi e ragazze provenienti da varie zone d’Italia, ci siamo conosciuti tutti alla scuola di giornalismo della Fondazione Basso, qui a Roma.

Avete già partecipato al Premio Morrione anche lo scorso anno. Di cosa parlava il lavoro che avete realizzato?

Lo scorso anno abbiamo partecipato con un documentario d’inchiesta classico, arrivando in finale. Si intitola Obiezione vostro onore e racconta l’obiezione di coscienza negli ospedali romani.

 

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Da cosa deriva questa scelta? Cosa avete riscontrato con questo documentario?

Innanzitutto abbiamo scelto Roma perchè viviamo tutti qui. Inoltre è la capitale, quindi simbolica in quanto città più grande d’Italia e sede del Ministero della salute. In primo luogo abbiamo riscontrato un bassissimo numero di operatori che garantiscono il servizio di interruzione di gravidanza, inoltre c’è molta confusione nell’organizzazione di questo servizio. La situazione si è rivelata ben più grave di quella “ufficiale”, anche per via del fatto che moltissime obiezioni di coscienza non vengono dichiarate.

In che senso?

Quando un medico decide di avvalersi dell’obbiezione di coscienza dovrebbe comunicarlo formalmente alla ASL di riferimento. Uso il condizionale perchè questo, molto spesso, non avviene. Un altro problema riscontrato è stato il fatto che non esista un database degli ospedali in cui è possibile effettuare l’interruzione di gravidanza, rendendo così l’iter molto macchinoso e lento.

Il nuovo progetto, invece, di cosa tratta?

Quest’anno stiamo presentando un webdoc sul trasporto pubblico a Roma. Questa scelta è arrivata in maniera molto naturale: la riunione in cui avremmo dovuto decidere il tema del documentario saltò a causa dei trasporti poco efficienti della capitale,per questo motivo ci è sembrato naturale ed interessante affrontare questo tema.

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Perchè la scelta di realizzare un web-doc piuttosto che un documentario tradizionale?

In passato abbiamo realizzato diversi lavori utilizzando questo strumento, come ad esempio [21 Oktoobar], che analizza l’omicidio di Ilaria Alpi e Miran Hrovatin in Somalia, perciò riteniamo familiare questo tipo di media. Secondo noi il web-documentario è il linguaggio più adatto a raccontare storie complesse e sfaccettate, sia perchè rende l’utente parte attiva nella scelta di cosa guardare, sia perchè permette di integrare meglio diversi tipi di materiali: foto, video, infografiche, testo etcc…

Siamo arrivati alla conclusione di questa chiacchierata: grazie mille per la disponibilità…e in bocca al lupo!

Grazie a voi per il tempo che ci avete dedicato…e crepi il lupo!


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