Ronchi, il proto-dinosauro di Alghero, l’unico in Italia

Claudio Simbula

Claudio Simbula

Blogger, pubblicista, bipede. Scrivo per Wired.it, Iosperiamoche.it, Blogamarì, AlgheroEco.com.
Provo interesse per troppe cose.
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Claudio Simbula

Scoperto ad Alghero il proto-dinosauro Alierasaurus Ronchii, uno dei dinosauri più antichi del mondo.

Secondo i paleontologi autori della scoperta, si tratta di un esemplare unico, il primo ritrovato in Italia.

L’Alierasaurus Ronchii, che da qui chiameremo semplicemente Ronchi, è un proto-dinosauro erbivoro vissuto tra i 279 e i 272 milioni di anni fa.

Il suo corpo era lungo più di 7 metri e aveva delle fattezze simili a quelle di un’enorme tartaruga incrociata con un ippopotamo (per farla molto, molto, molto breve). Aveva un collo molto corto e una testa molto piccola, con un corpo decisamente tozzo e arti anteriori più lunghi e robusti di quelli posteriori. Non bellissimo, insomma. Ma la bellezza è sempre soggettiva: sicuramente alle Alierasaure piaceva.

Le tartarughe di oggi potrebbero essere sue discendenti, insomma. Così come noi lo siamo per le scimmie, nonostante quello che possono continuare a dirvi in Chiesa.

Ora, la domanda è: a che servivano gli arti anteriori più lunghi? No, non a prendere a schiaffi cacciatori, bracconieri e turisti, che ancora non esistevano. Erano probabilmente i suoi principali veicoli di locomozione, che fanno del proto-dinosauro algherese non solo uno dei più antichi mai ritrovati, ma anche uno dei più antichi dinosauri a trazione anteriore (sembra che il suo design abbia ispirato i progettisti della Duna).

Altra nota importante: il nostro amico si cibava di piante, nonostante non fosse dotato di denti, come rimarcato dal paleontologo Marco Romano sul National Geographic. Per masticare il cibo, Ronchi (se qualcuno riutilizza questo nome, vogliamo i diritti) lo triturava con la sua lingua possente, che comprimeva i vegetali contro dei denticoli presenti sulle ossa del palato. Affascinante, no?

Scherzi a parte, si tratta di un ritrovamento di grandissimo valore, che evidenzia ancora una volta l’unicità e specialità del territorio di Alghero. I fossili dell’Alierasaurus ronchii  sono stati scoperti nell’area del promontorio di Torre del Porticciolo, in particolare nelle vicinanze di Cala del Vino.

Sempre Romano sul National Geographic sottolinea come l’Alierasaurus ronchii molto probabilmente rappresenti il “pelicosauro” più grande mai scoperto finora.

Come accennato in precedenza, non è la prima volta che si parla di dinosauri e proto-dinosauri ritrovati in quest’area. Già nel 2011 e nel 2012 erano stati scoperti vicino alla Torre di Porticciolo i fossili di un esemplare di Cotylorhynchus, un dinosauro “lungo circa 4 metri, faceva parte della famiglia dei caseidi, rettili erbivori, considerati i progenitori dei mammiferi”.

Sino a questa scoperta si pensava che questi stessi esemplari fossero limitati a una ristretta zona geografica degli Stati Uniti. La stessa scoperta ha allargato la nota distribuzione della famiglia dei cotylorhynchus, confermando l’ipotesi di una continuità terrestre tra il Nord America e l’Europa per tutto il Permiano e per la maggior parte del Permiano Medio: una continuità necessaria per la migrazione degli animali.

(oppure, altra ipotesi, da noi avanzata: la Sardegna ha surfato gli oceani nel corso dei millenni, per poi decidere di fermarsi qui, perché le piaceva il clima).

Comunque, si parla di migrazione. Un termine che oggi viene inteso decisamente in altro modo. E invece, guardate quanto questa pratica è antica.

A proposito del nostro Rochi, lo studio che ha portato a questa nuova scoperta è stato realizzato da una squadra del Dipartimento di Scienze della Terra dell’Università di Pavia, in collaborazione con il Dipartimento di Scienze della Terra dell’Università La Sapienza di Roma, il Museo di Storia Naturale di Milano e il Museum für Naturkunde di Berlino.

Accanto alle Grotte di Nettuno, alla Grotta Verde (finiranno mai i lavori?), agli splendidi scenari e panorami, ora il Parco di Porto Conte ha un elemento in più per rilanciare e promuovere l’intero territorio.

Ora abbiamo anche la carta del proto-dinosauro di 7 metri.

Sapremo usarla? Facciamolo per noi, e per lui. Ne sarebbe orgoglioso.

Nel frattempo, cerchiamo di organizzarci per un’intervista esclusiva. Magari ha qualcosa da dirci.


 

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