La raccolta fondi per Ryanair su Alghero servirà a qualcosa?

La compagnia aerea irlandese è sempre più solida e agguerrita: quali carte può giocare l'aeroporto di Alghero? E quali altri vettori potrebbero entrare in gioco?

Claudio Simbula

Claudio Simbula

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Claudio Simbula

La raccolta fondi per mantenere Ryanair (o altre compagnie) ad Alghero continua a far parlare di sé. Negli ultimi giorni ha ricevuto degli endorsement da autorevoli esponenti del mondo dell’arte e dell’impresa sarda, come Antonio Marras e Massimo Fresu.

I due artisti hanno motivato la loro partecipazione con delle motivazioni in cui noi crediamo molto:

Antonio Marras: «(se non ci fosse Ryanair) sarebbe un salto indietro pericolosissimo. Alghero e la Sardegna sono cresciuti in questi anni grazie ad una vera e propria rivoluzione. L’avvento del low cost ci ha permesso di farci apprezzare in tutta Europa e non solo, un salto epocale».

Paolo Fresu: «Siamo un’isola europea. La nostra necessità di comunicare, di confrontarsi con altre realtà, conoscendole da vicino, è l’humus imprescindibile che ci consente di crescere ed evolverci. C’è un’intera isola che deve poter continuare a dialogare con il mondo. Dal vivo, non solo in rete».

 

Sono le stesse che avevamo usato anche noi, in questi due post: Ryanair is not only for tourists e Ryanair dimezzata: l’ennesima inculata per i giovani sardi, utili per spiegare il danno culturale (oltre che economico) dato dalla diminuzione dei collegamenti da e per la Sardegna.

A proposito: questa raccolta, alla fine, servirà a qualcosa? Proprio ieri ragionavo con un amico aziendalista, Marco Arru, che evidenziava lo straordinario stato di salute di Ryanair, riassumibile con alcune cifre:

867 milioni di euro di profitto netto after tax nel 2015 (periodo dal 1 aprile 2014 al 31 marzo 2015)

+ 66% rispetto a esercizio precedente

+ 11% dei volumi di traffico (quindi traffico in gran crescita)

 

L’articolo è disponibile a questo link, mentre per chi volesse approfondire, qui c’è il report annuale 2015 di Ryanair, con tutte le cifre.

Insomma, Ryanair è una multinazionale in piena salute, con un fatturato enorme e un utile pazzesco. Un’impresa in grande espansione, solida, proiettata verso il futuro con acquisto di nuovi aerei, aumento delle rotte, miglioramento dell’immagine. Un player di mercato totale, anzi: il player per eccellenza.
La sua grande salute può essere una buona notizia, se non fosse che…

Sedersi a un tavolo con un’impresa simile impone il ritrovarsi da subito in una posizione di assoluta debolezza.

 

Ryanair adesso sta ridisegnando le sue strategie, e lo fa a prescindere da quello che si decide nei piccoli aeroporti (vedi Alghero). Ha un potere tale da poter imporre con facilità la sua volontà.

 

A questo proposito, è ancora conveniente cercare di trattenere una Ryanair che ha già deciso (parzialmente) di smobilitare?

O sarebbe più proficuo (per tutti) iniziare a intavolare discorsi con altre piccole compagnie low cost capaci di puntare seriamente su Alghero, magari creando una rete di voli con diversi ed evitando di replicare l’errore dell’affidarsi a un unico vettore, come fatto 15 anni fa (proprio con Ryanair)?

L’azione degli imprenditori che hanno ideato la raccolta fondi è chiara: Ryanair è uno degli interlocutori, non l’unico. Ovvero: se le condizioni non dovessero essere favorevoli, apriamo a chiunque possa fornire dei collegamenti aerei su Alghero, che resta una meta ambita.

Non resta che augurarci che le trattative siano condotte da un team di persone capaci e “illuminate”, pronte a immaginare la migliore strategia per Alghero (considerando, purtroppo, il brevissimo tempo a disposizione per salvare almeno in parte la stagione 2016).

Per chi volesse partecipare a questa raccolta, in questo post abbiamo spiegato com’è strutturata e a cosa serva.

Buona fortuna a tutti.


 

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