Regionali ad Alghero: lacrime di coccodrillo e il cane dell’ortalono

Regionali ad Alghero: lacrime di coccodrillo e il cane dell’ortalono

Ignazio Caruso

Ignazio Caruso

Di sana e robusta costituzione. Docente Lettere, blogger, mancino e juventino a tempo indeterminato.
Ignazio Caruso

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L’altra sera, era ora di cena. Mi sono avvicinato al frigo e l’ho aperto. C’era un limone, anzi, mezzo limone, vecchio e appassito. Sembrava dirmi: «Sai, figliolo, anche io avevo un bel colore e una pienezza invidiabile, quand’ero ancora attaccato all’albero. Sembra ieri. E tutte le mele dell’albero di fronte mi lanciavano occhiate appassionate e diventavano rosse. Ma ora guardami: il tempo passa, veloce come un lampo, e noi siamo destinati a sparire». Accanto al vecchio mezzo limone,  una foglia di lattuga esalava il suo ultimo respiro, poggiata su un barattolo di tonno: data di scadenza 17 luglio 1994, giorno in cui Roberto Baggio calciò nella stratosfera il pallone che regalò la Coppa del Mondo al Brasile. Quel barattolo era rimasto lì, fermo, come milioni di italiani. E non si era più ripreso.

Così, ho ordinato una pizza. Ma passavano gli istanti, e la pizza non arrivava. Per ingannare l’attesa, ho pensato: ma perché non scrivere due righe sul voto degli algheresi nelle ultime elezioni regionali?

Cominciamo dall’inizio, quindi: domenica scorsa, 16 febbraio, dalle 6:30 alle 22:00, si votava. Erano 39155 gli elettori algheresi chiamati alle urne. A mezzogiorno, avevano votato circa 5mila persone. Quest’ultime possono essere divise, sommariamente, in due gruppi:

i cittadini modello (fascia oraria 6:30- 9:00), quelli che avevano la tessera elettorale pronta, sul comodino, da almeno un mese. Andati a votare consapevoli di esercitare un loro diritto, ma soprattutto un loro dovere: il loro voto è sicuro, la loro mano ferma. La loro X, perfetta;

i seguaci del fatto fatto non ci pensi più (fascia oraria 9:00-12:00), sono quelli che si pongono di fronte al voto come se fosse un prelievo di sangue. Via il dente, via il dolore, sbrigano la faccenda in mattinata, per essere poi liberi di godersi la loro domenica senza pensieri.

Entro le 19, il numero dei votanti era salito a circa 15mila: sono quelli che, dopo un pranzo moderato, si sono adagiati sul divano del salotto, magari guardando il Cagliari o un film su rete4. Poi, dopo aver ripreso conoscenza, sono andati lentamente alla ricerca della tessera elettorale, riposta nel cassetto dei pigiama durante l’ultima tornata. Di solito trovano un po’ di fila, ma non hanno fretta. Mettono la loro X e, anche per questa volta, è andata.

Oltre 4mila persone, invece, si sono recate alle urne tra le 19 e le 22: ancora ebbri delle gioie del sabato, hanno passato la giornata nel cercare di fermare il mondo attorno a loro che roteava e oscillava senza coerenza. Si presentano al seggio senza documento né, tantomeno, tessera elettorale. Tornano a casa di corsa, tra imprecazioni d’ogni sorta e conati di vomito. Una volta di fronte al lenzuolo elettorale disegnano, nel migliore dei casi, un membro maschile di cospicue dimensioni. Poi tornano al bar.

A fine giornata, circa 19mila algheresi avevano votato. Facciamoci, comunque, un applauso. Poco più, ma proprio poco, del 50%. È un dato significativo. Triste e significativo. C’è sempre un motivo per votare, ma metà degli algheresi – e dei sardi tutti – non l’hanno trovato.

Tuttavia, c’è un altro dato sul quale riflettere. In questi giorni, in città e sui giornali, molti lamentano l’esito nefasto delle elezioni, che porterà Alghero ad avere, con ogni probabilità, un solo rappresentante nel Consiglio regionale. Grazie a un complicato calcolo aritmetico chiamato addizione, è possibile sommare  le preferenze che gli algheresi elettori hanno assegnato ai 20 algheresi candidati:

 

Andrea Idda 169
Andrea Sorgentone 55
Antonio Scanu 5
Elena Riva 19
Emanuela Manca 65
Gavino Balata 241
Gavino Sini 324
Gianni Cherchi 349
Gianni Sau 47
Laura Giorico 637
Laura Piras 57
Leonardo Polo 409
Marco Tedde 3573
Mauro Carboni 131
Pietrino Fois 1279
Pietro Meloni 16
Raimondo Caciotto 2129
Roberto Senes 11
Tore Pintus 566
Valdo Di Nolfo 1031
TOT 11113

 

Il numero che si ottiene è 11113: sono questi i voti di Alghero rimasti – per così dire – in città. Ma non è tutto. Grazie a una ancor più complessa formula matematica chiamata sottrazione, possiamo ricavare il numero di voti che hanno percorso la quattro corsie per raggiungere Sassari, altri campanili o che, semplicemente, non hanno indicato una preferenza:

19649 – 11113 – 498 (schede nulle) – 161 (schede bianche) = 7877

In sostanza, il 40% dei voti degli algheresi è andato a candidati che algheresi non sono (in minima parte solo alle liste). Se a questa tendenza autolesionista dell’elettorato – e forse anche della classe politica catalana -, aggiungiamo il forte dato dell’astensione, oltre al considerevole numero di aspiranti consiglieri in città, con conseguente e inevitabile dispersione di voti, la frittata è fatta.

Lacrime di coccodrillo o cane dell’ortolano?

Poi è arrivata la pizza. Fate voi.


 

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