Riflessione per Alghero (ciao ciao Ryanair, qui aspettiamo Alitalia)

Mentre si aspetta che qualcuno faccia qualcosa, Alghero in questi anni è riuscita a diventare una destinazione turistica? Forse si, o più probabilmente forse no. Ecco perché le cose non vanno come vorremmo.

Claudio Simbula

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Claudio Simbula

In questi giorni ad Alghero si attende che qualcuno faccia qualcosa. In particolare, per dirla in breve, che qualcuno “metta dei nuovi voli” e porti gente pronta a far girare l’altrimenti atrofizzata economia locale.

Si parla tanto di Alitalia (lo avevamo anticipato diverse settimane fa, annunciando in anteprima il fallimento – abbastanza prevedibile – della procedura di privatizzazione dell’aeroporto).

 

Alitalia, la vecchia compagnia di bandiera che ora parla arabo. È proprio vero che i vecchi amori non passano mai, anche quando ti fanno soffrire.

Comunque, voci di corridoio dicono che Alitalia dovrebbe lanciare non 3 ma ben 5 nuove rotte internazionali su Alghero: Alghero-Barcellona (El Prat), Alghero-Parigi, Alghero-Madrid, Alghero-Berlino, Alghero-Svezia (aeroporto non precisato). Insomma, nel nostro post del 1 aprile le prime due le avevamo prese.

I più ottimisti annunciano che saranno inseriti anche dei voli verso 3 grandi città italiane. Il tutto con una nuova formula simil low cost.

Tutto molto bello. Per ora, però, è solo teoria: si attende ancora l’annuncio ufficiale, che secondo alcuni dovrebbe arrivare tra poche ore.

 

Speriamo che ad aspettare così a lungo non diventi più probabile vedere un Alghero-Gotham City, con scalo a Paperopoli, rispetto alle tanto annunciate rotte low cost Alitalia.

 

A proposito, sono molto curioso di vedere Alitalia proporre delle rotte low cost. Per il territorio, per me e per tanti altri sarebbe un sicuro beneficio.

Certo, mi chiedo come una macchina complessa e carica di spese come Alitalia possa partorire un’offerta low cost e riuscire a renderla profittevole e conveniente per l’azienda.

I vettori low cost impostano la propria struttura in modo tale da vendere il proprio servizio a tariffe basse facendo comunque quadrare i bilanci, fondando la filosofia aziendale sul contenimento dei costi, sulla razionalizzazione delle risorse (sia umane che tecniche), sulle economie di scala e sull’efficienza del servizio. Nel caso di Alitalia, potremmo parlare di un’iniziativa “low fares”, cioè tariffe basse una tantum per attirare più pubblico e riempire i propri voli.

Allora, perché Alitalia non dovrebbe farlo sempre? Qualcuno, malignamente, sostiene che in questo caso verrebbero messi a disposizione dei fondi, o che sia stato promesso qualcosa.

Mah.

 

Nel frattempo, una piccola riflessione per Alghero. Grazie all’arrivo di Ryanair, dal 2000 al 2015 si è passati da 600mila a 1 milione 700 mila arrivi annuali sull’aeroporto Riviera del Corallo.

Insomma, Alghero e dintorni in 15 anni hanno visto arrivare milioni di turisti.

Ora, una domanda fondamentale: in tutti questi anni (senza scomodare i gloriosi anni ’80) Alghero è riuscita a diventare una destinazione turistica?

Non una città turistica. Una vera e propria destinazione.

 

Batman-Alghero-destinazione-turistica

Batman spiega a Robin cos’è una destinazione turistica

 

Osserviamo rapidamente quali sono gli elementi chiave che determinano l’attrattività di una destinazione turistica:

  • risorse culturali e storiche + bellezze naturali
  • atmosfera e unicità del luogo di riferimento + esperienze da fare sul posto ed empatia delle popolazioni locali.
  • accoglienza e strutture ricettive (hotel, alberghi e altro)

L’unione di questi tre fattori determina effettivamente l’appetibilità di una destinazione.

Poi, c’è il quarto elemento: i collegamenti. La presenza ed efficienza di aeroporti (e porti) è fondamentale. I voli, in particolare, costituiscono un supporto basilare per la crescita dei processi turistici, favorendo i processi di destagionalizzazione.

 

In sostanza, lo sviluppo di una destinazione turistica è un processo composto da elementi diversi: Alghero li possiede tutti? Riesce a gestirli?

Rincariamo la dose: in tutti questi anni, Alghero ha lavorato davvero per diventare una vera destinazione turistica?

Ha elaborato una strategia di posizionamento e di collegamenti?

Si è dotata di un management capace?

Ha migliorato i servizi e il verde pubblico?

Ha messo in piedi operazioni di comunicazione e marketing per farsi conoscere a livello nazionale e internazionale? Ha saputo creare un brand? Ha saputo evolvere la propria mentalità d’accoglienza, lavorando con lungimiranza? 

Gestori e dipendenti dei locali hanno imparato a parlare almeno l’inglese?

Ho paura che, in questo senso, si sia fatto molto poco. Negli ultimi 15 anni si sono perse tante occasioni.

 

Domani potrebbe succedere di tutto. Pensiamo positivo. Potrebbe tornare Ryanair, potrebbe arrivare Norvegian Airlines o una squadra di nuovi vettori. Ma c’è bisogno di una programmazione, di idee chiare, di competenze, di voglia di fare, non di “mangiarci sopra”.

Alghero ha voglia di fare tutto questo? Alghero è pronta a fare tutto questo?

Vedremo. Nel frattempo, torno alla finestra per vedere se arriva la tanto citata flotta Alitalia, pronta a “salvare” la Summer 2016.

Guarda, un aereo!

Ah, no. È Ryanair.

 

Vladimir: Bisogna tornare domani.

Estragon: A far che?

Vladimir: Ad aspettare Godot.

Estragon: Già, è vero. Non è venuto?

Vladimir: No.

Magari arriva domani. Con un volo Alitalia.

Da “Aspettando Alitalia-Godot”, di Samuel Deiana-Beckett


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