Ryanair se n’è andata (e non ritorna più)

Dal 1 aprile 2016 la compagnia irlandese dimezzerà la sua presenza ad Alghero. E niente sarà più come prima.

Claudio Simbula

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Claudio Simbula

“Marco se n’è andato e non ritorna più…”

C’era una vecchia canzone (trash?) che faceva più o meno così. Parlava di un grande amore ormai tramontato.
Un amore finito. Un po’ come quello tra Ryanair e Alghero.
Oggi potremmo cantare:
“Ryanair se n’è andata e non ritorna più, l’aereo delle 7 e trenta senza noi…”
Verrebbe da ridere, ma c’è da piangere.
Ryanair se n’è andata, davvero. Sono passati ormai 10 giorni dall’annuncio ufficiale, che abbiamo documentato con due post (unodue) e con questa bell’immagine:

 

Ryanair-Alghero

                                         Ciao ciao Ryanair!

 

A oggi, non è cambiato nulla. La compagnia aerea irlandese, che ha reso grande e internazionale l’aeroporto di Alghero negli ultimi 15 anni, dal 1 aprile 2016 dimezzerà i voli (che ha già bloccato in buona parte da questo inverno). Sarà come fare un salto indietro a due piedi al 1998, quando Ryanair in Sardegna non esisteva.

                                                                             
Ryanair ha cambiato strategia. Sta “mollando” gli aeroporti più piccoli e le tratte meno interessanti, spostandosi verso città più grandi e ridefinendo la sua presenza in tante regioni. Non sta sbaraccando dappertutto: ad esempio, punta sugli aeroporti della Comunitat di Valencia, con 8 nuove rotte.
Il vettore irlandese, come ogni società privata, può cambiare programmi (a meno che non sia vincolata da contratti). In questo caso, si deve immaginare come aprire un dialogo: se questo non è possibile, si deve decidere come sostituirla.

 

A proposito, si poteva iniziare a lavorarci un po’ prima. Non è pensabile che nella giunta regionale nessuno fosse a conoscenza del cambio di programma del vettore irlandese. Sarebbe gravissimo, significherebbe davvero non avere la percezione della situazione. Voglio convincermi che si sapesse, ma si sia deciso di aspettare, per qualche diabolico motivo. Facendo la scelta peggiore.
Oggi la Sardegna potrebbe trasformare la partenza del vettore irlandese in una grande opportunità, aprendo le porte ad altre compagnie, organizzando una vera strategia di collegamenti e partnership che diano nuova linfa all’intero tessuto locale. Potrebbe. Usiamo il condizionale: è una possibilità (una delle tante), ma al momento, resta tale.
Il “Piano B” che ci si attendeva probabilmente non esiste. E il “ritorno sui suoi passi” di Ryanair, ipotizzato da alcuni, non arriverà a meno di improbabili miracoli.
Ad Alghero non tira una buona aria: non si vedono alternative e comincia a crescere una grande preoccupazione. Nelle ultime settimane le istituzioni politiche regionali si sono dette al lavoro per risolvere il problema. A oggi, l’unica verità è che non c’è nessuna soluzione all’orizzonte. Solo parole, idee e supposizioni, ma nessuna alternativa concreta.

 

Con i se e con i ma non si fa niente. Non si cambiano le cose, non si fanno volare turisti e residenti. La stagione 2016 è DOMANI.
Le prenotazione per l’estate sono già cominciate, i tour operator si stanno già muovendo per assicurarsi accordi con le strutture, le fiere di settore sono già iniziate.

 

E la Sardegna? Per i turisti, bella ma ora più che mai difficilmente raggiungibile. Per i sardi, una sorta di prigione dorata.
Lo scenario regionale, che lo si voglia o no, non sarà più lo stesso. Ma forse ancora non ce ne siamo resi conto. Sarebbe il caso di iniziare a farlo, e pretendere un po’ di chiarezza in più.
In fondo, ce la meritiamo.

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