Salvini ad Alghero: che cosa è successo? Ma soprattutto: perché?

11 febbraio 2011: Salvini e i salviniani sbarcano ad Alghero per una serie di incontri. Abbiamo seguito quello nell'hotel Carlos V di Alghero, per capire meglio il senso dell'evento. Ecco un breve report.


“Fascisti, carogne, tornate nelle fogne”

Salvini, ad Alghero, l’hanno accolto così. Lui non era ancora arrivato, ma questo coro si alzava già alto, giusto per ricordargli qualcosa.

PENSIERO n.1: Salvini si può catalogare come fascista? Di certo, attorno al “nuovo capo del centro destra italiano” si stanno raggruppando tutti gli estremisti di destra emersi dalle ceneri di Forza Nuova, ad Alghero e non solo. Dunque, anche se Salvini non fosse fascista, lo stesso non si potrebbe dire di molti dei suoi attuali seguaci.

Ma va bè, proseguiamo.

 

Salvini-palco-alghero-comizio

 

L’incontro di Salvini ad Alghero si tiene in uno degli hotel più lussuosi della città, il Carlos V. Mi avvicino all’ingresso della sala: c’è una piccola coda, vengo perquisito con un metal detector, cosa abbastanza inusuale per un incontro come questo, ma va bene: d’altra parte, ormai Salvini è uno dei leader della politica italiana, che lo si voglia o no.

 

Salvini-pubblico-alghero-comizio

 

La sala è ben popolata: sono le 16.20 ed è già quasi piena.

Ci sono persone di età diverse, in particolare uomini e donne di mezza età e alcuni giovani. Tutti lì per ascoltare le parole del nuovo leader. Un leader che appartiene a un partito che voleva la Secessione, per staccarsi da regioni “cancro” come la Sardegna stessa, e che ora viene acclamato.

Ma va bè. Tu chiamale, se vuoi, contraddizioni.

Parlo con uno degli organizzatori, tutti giovani. “Stiamo lavorando molto ad Alghero”, mi dice, “il tesseramento sta andando bene, soprattutto tra i più giovani”.

È vero. D’altra parte, i giovani sono più influenzabili.

“Sta andando anche meglio rispetto a quello che pensavamo, e c’è da dire che in tanti stanno parlando male di noi. È il segnale che diamo fastidio a qualcuno”.

Oppure, è buonsenso. Non lo so, davvero.

Nel frattempo, l’attesa continua. I presenti aspettano, facce serie ma serene, da bravi conservatori. Sanno che il leader sta per arrivare.

“Quelli là fuori, li hai visti?”, fa uno, riferito al gruppo di persone che protesta. “Si, si”, risponde l’altro, “bel casino”.

“Ma cosa”, rifà il primo. “Sono quattro gatti. Quattro ragazzini che stanno lì, a spruzzare con le bombolette i loro striscioni. Lasciali fare, sono innocui”.

Innocui e sfigati, aggiungerei, riprendendo le parole che il leader (anzi, il capitano) pronuncerà tra poco.

Intanto sono le 16.50, ma ancora Salvini non si vede. Faccio un giro. La gente continua ad arrivare. La sala viene allargata grazie a delle mura mobili (su progressu), così da aumentare la capienza. L’affluenza è continua. Un esponente della Lega Nord che riempie una sala ad Alghero: è un fenomeno su cui varebbe la pena riflettere.

Comunque, l’attenzione dei presenti è focalizzata dalle proteste di fronte all’albergo.

 

Protesta-salvini-alghero

 

“Quelli là fuori sono una massa di delinquenti”, fa uno. Così, duro e semplice.

Due ragazzi, sostenitori del leader, discutono della situazione. Avranno si e no 17 anni. “Io quelli là che protestano non li capisco, cioè: li rispetterei di più se venissero qua dentro a dire “Ok, Salvini sei un coglione”, per poi andare via. Ma che senso ha stare là fuori a rompere le scatole e urlarci “Teste di cazzo”?
Uhm. Forse perché è una protesta?

L’amico, in piedi accanto a lui, prosegue: “Si, e alla fine quelli parlano solo perché sono in tanti e stanno là fuori. È gente che se la prendi singolarmente ha paura di parlare, di affrontare un discorso. Non saprebbero cosa dire”.

Ragionamento curioso. Di solito lo sento fare a proposito di berlusconiani e fascisti, oggi siamo a parti invertite.

“Che poi”, continua un altro, “ci danno anche dei razzisti, solo perché magari ci incazziamo se uno viene e ti entra in casa”.

PENSIERO n.2: Un momento. Generalizzare è sempre sbagliato, è vero. Ma se vi/ti danno dei razzisti/razzista, non è solo perché uno generalizza. Rileggi le dichiarazioni di tanti esponenti della Lega degli ultimi anni, così come quelle dei vari alleati di estrema destra, e capirai il motivo.

 

Va buò. Faccio un salto fuori. Il gruppo di ragazzi continua la sua protesta con cori, bandiere e striscioni.

“Salvini: TORRATICHE A DOMO”

striscioni-proteste-salvini-alghero

“La Sardegna si lega contro Salvini”

“L’immigrato non fa paura a chi ha un po’ di cultura”

“In Sardegna siamo ospitali con tutti ma non con chi ha sempre disprezzato e chi semina odio”

“Salvini sta più in tv che a lavoro e si permette di parlare di sprechi di denaro?”

“Le parole sono pietre: armano la violenza contro gli ultimi”

L’immancabile “Voglio andare ad Alghero in compagnia di uno straniero”

Sino all’ultimo, il più local:

“VESTATA AN CASA, CUGL**- DASBARRASSA”.

Proteste-striscioni-salvini-alghero-2

Nel frattempo, sono le 17.15, ancora Salvini non si vede.

La prima parte del report finisce qui. Segui la nostra pagina Facebook per vedere foto, video e commenti su questa giornata di grande spessore culturale.

Per oggi è tutto, proseguiamo domani con altro materiale. A voi la linea in studio.