#SvegliatiSassari, duemila piedi oltre il mare

Duemila persone hanno manifestato a Sassari a favore delle unioni civili. Dalla Sardegna è arrivato un messaggio di libertà,amore e progresso verso tutta l'Italia. Noi c'eravamo.

Giovanni Canu

Giovanni Canu

Studente affezionato della Facoltà di Psicologia di Cagliari, scrittore pubblicato, musicista e compositore casalingo. Molestatore scientifico ed agitatore di bandiere. Amante delle discussioni, logorroico e pignolo. Il tipo di persona che ti piacerebbe incontrare, ma che uccideresti una volta conosciuto.
Giovanni Canu

Sono passati circa otto mesi dal mio primo articolo su questa tematica. Otto mesi che mi separano dalle scorribande con la mia fedele ciurma a scapito delle sentinelle in piedi, riunitesi in quel di Sassari quasi a mia insaputa. Quella volta ho forse dipinto con tonalità negative la città, la cui unica colpa all’epoca è stata farsi calpestare da quei pochi piedi ignoranti per un’ora scarsa.

Pochi, ma certamente pesanti. Non era certo mia intenzione inzaccherare il buon nome di Sassari con il marcio di quei pochi che quella volta hanno osato restare in piedi in silenzio a leggere (a detta loro). Ancora ricordo, con l’amaro in bocca, il tizio col Kindle. «Non so chi tu sia…ma ti troverò e ti darò la mia dannata brochure!», [semicit.].

Questa volta però, sono ben lieto di raccontarvi una storia diversa. La storia di mille e più eroi che ieri (23 gennaio) hanno calpestato con piedi più degni la stessa piazza che pochi minuti prima, come otto mesi fa, è stata volgarmente occupata da solo cinquanta piedi (fig. 1). Duemila e più piedi al lavoro per scrostare le sudicie impronte pesanti di quei soli cinquanta.

svegliatisassari 1

Figura 1: 25 (venticinque!) sentinelle in piedi. No, dico, venticinque.

E, sì, ce l’abbiamo fatta (fig. 2).

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Figura 2: Panoramica. 2000 piedi oltre il mare.

BOOM.

Sì, non esiste espressione migliore per descrivere il paragone. Sassari mi ha stupito. Sassari ha reagito. Sassari si è svegliata.

Ad una settimana circa dalla presentazione in Senato del disegno di legge Cirinnà, in cento e più piazze si sono riunite migliaia di persone ad urlare una presa di coscienza, a dare una svegliata a chi ancora dorme o finge di dormire. Il flash mob denominato “#SVEGLIAITALIA – È ora di essere civili!”, promosso dal MOS (Movimento Omosessuale Sardo), dal collettivo “Diritti al cuore” e da tutte le altre associazioni che sostengono il Ddl Cirinnà, ha dato una svegliata all’Europa e all’Italia intera in particolare, facendola vibrare in più di cento piazze italiane a colpi di sveglie.

E Sassari era presente, così come la Sardegna.

Noi sardi, proprio noi, descritti dai più come facenti parte di un popolo di retrogradi e tradizionalisti, abbiamo fatto sentire il nostro vocione, facendolo arrivare oltre il mare senza l’ausilio di Ryanair. Duemila piedi oltre il mare. La Sardegna è un’isola, ma ieri non sembrava tale. Ieri qualcosa ci ha legati tutti, ci ha uniti, infrangendo quei muri che da secoli ci impediscono di farci valere oltremare (Ryanair, ho scritto “valere”, non “volare”…non essere permalosa). E quel qualcosa che ha permesso quest’unione purtroppo non è qualcosa di festoso, felice o allegro. È un nemico comune.

L’ignoranza.

Sì, è sempre lei. È il nemico di tutti, nessuno escluso, perfino delle persone cattive. Menzogne, pseudoscienza, stereotipi, fanatismo, bigottismo, omofobia e sessismo sono i veri genitori dell’ignoranza, e come in un circolo vizioso diventano i suoi figli. È questo il punto. Tutti puntano il dito sulla “famiglia anormale”, quando in realtà la vera famiglia dalla quale bisogna guardarsi è quella poc’anzi descritta. C’è chi semina menzogne, come “l’utero in affitto” e similari, del tutto ignorate dal Ddl Cirinnà, solamente per far abboccare quegli imbecilli che sanno informarsi solo su Facebook o, peggio, sulla Bibbia. Chi costruisce questa fitta rete di bugie per screditare l’avversario, sta ai piani alti. Chi lo fa, dice di essere nel giusto.

Ma se si è nel giusto, che bisogno c’è di mentire? Ed ecco che, come pesci ingordi attirati dalla pastura, i boccaloni abboccano all’amo (fig. 3/4).

Figura 3: Sport estremo. Giocare a scacchi con i piccioni.

Figura 3: Sport estremo. Giocare a scacchi con i piccioni.

Figura 4: Decisamente troppi film di Zalone. Checco, nulla di personale, ti odio solo perché in Italia hai fatto più incassi di Star Wars.

Figura 4: Decisamente troppi film di Zalone. Checco, nulla di personale, ti odio solo perché in Italia hai fatto più incassi di Star Wars.

Insomma, gente di spessore. Ma la colpa, quella originale, l’ha chi dovrebbe essere intellettualmente un gradino sopra gli altri (*coff*Adinolfi & co.*coff*), cioè chi, pagato anche dalle tasse degli omosessuali (quelle non fanno schifo, eh?) dovrebbe essere il paladino della giustizia e del raziocinio.

Non so nulla di politica e in effetti non dovrei nemmeno parlarne. Chiedo scusa in anticipo se ho scritto qualche idiozia. Ma purtroppo tutto inizia da lì. E qualcuno cerca anche di non farlo proprio iniziare (fig. 5).

Figura 5: Il Sabotatore.

Figura 5: Il Sabotatore.

Ebbene sì. Forse qualcuno di quei soli venticinque ritratti nella “figura 1” ha amici potenti. Questo fa un pochino riflettere sulla pesantezza dell’impronta lasciata da quei soli cinquanta piedi. E fa anche capire che finché ci sarà qualcuno a leggere in piedi e in silenzio, la battaglia sarà aperta. Non dobbiamo accontentarci di vincere, dobbiamo far sì che tutti gli avversari perdano.

Ma ieri abbiamo fatto un passo avanti, un enorme passo avanti. La maggioranza ha infine prevalso, il divieto è stato ritirato e la manifestazione è cominciata nel migliore dei modi: allietata dalle splendide voci di Serena (fig. 6) e Natasha.

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Figura 6: Teste brillanti, sorriso smagliante, voce fantastica!

Il tema della serata era il tempo. Il tempo che sta passando, il tempo che è arrivato, il tempo che finalmente sta cambiando. Con le sveglie puntate alle 19, sincronizzate con le cento e più piazze disseminate per tutta l’Italia e altre sparse per l’Europa, abbiamo atteso. Sì, perché un cambiamento epocale merita un preludio, un’attesa degna, un discorso ispiratore.

E quelli certamente non sono venuti a mancare.

Figura 7: Mai usare un cellulare per le foto da pubblicare. MAI.

Figura 7: Mai usare un cellulare per le foto da pubblicare. MAI.

Una lunga sfilza di personalità di spicco (fig. 7), partendo dall’attuale presidente del MOS Barbara Tetti, fino ad arrivare all’attuale sindaco di Sassari, membri dell’Agedo (Associazione genitori di omosessuali), esponenti politici, rappresentanti istituzionali e culturali di varia natura e tantissimi altri personaggi che mi spiace aver tralasciato, hanno fatto sentire il proprio vocione davanti ad un pubblico di più di mille persone. A turno hanno snocciolato tutti i problemi, fatto piazza pulita delle menzogne e riempito i cuori con parole di speranza e comprensione. Hanno fatto capire che il Ddl Cirinnà sarà sì una conquista epocale, ma solo il primo passo verso una società civile. È una primissima rivendicazione di diritti, non una richiesta di privilegi. La possibilità di ritirare il figlio del partner da scuola, di assisterlo in ospedale e di assisterlo anche in caso di morte del genitore biologico, sono tutti diritti, non privilegi.

Privilegio è possedere mezza Italia e non pagare le tasse.

E poi, nessuno ancora mi ha detto in che modo le famiglie “tradizionali” verrebbero danneggiate da tutto questo. Sono etero, vengo da una famiglia “tradizionale”. Ho il diritto di sapere che cosa sbaglio quando vado a manifestare per i diritti di chi ha un retaggio diverso dal mio. Eppure, nessuno ancora mi ha saputo rispondere. E no, la storia famigliare di Gesù con me non attacca, anche perché perfino la sua famiglia aveva nulla di tradizionale. Un utero in affitto, un padre biologico assente, un compagno che adotta il bimbo come fosse suo figlio…e una madre adultera che si inventa la balla più stratosferica della storia dell’uomo per evitarsi la lapidazione. Siamo oramai nel 2016 e ancora sento gente che utilizza frasi sconnesse di un libro vecchio di duemila anni per avvalorare la propria idiozia, senza neppure averlo letto tutto. Avanti ragazzi. Oggi c’è la scienza! La stessa che vi cataloga come imbecilli per le panzane che andate raccontando. È a voi che dovrebbe essere proibito proliferare.

È ora di svegliarsi, ma non solo…è ora di aprire gli occhi. È ora di uscire dal medioevo. È ora di smetterla di dare ascolto a chi fa un “sinodo” sulla famiglia senza averne una, ma che comunque si procaccia le prede sessuali attingendo da chi ce l’ha. «Chi sono io per giudicare?», [cit. Francesco]. No, tranquillo zio, lo fa il tuo fanclub per te. Ma alle 19 di ieri, spero che le migliaia di trilli che si sono levati alti siano arrivati anche alle tue orecchie che fingono di non sentire.

Spero abbiano risuonato per ore e ore, non solo fra le tue mura, ma anche fra quelle di chi ancora dorme o finge di farlo. Spero che noi tutti, noi mille da Sassari, con i nostri cellulari, le nostre sveglie, abbiamo rubato il sonno di qualcuno.

Alle 19 un unico grido ha oltrepassato il mare, unendosi alle migliaia di altri squilli sincronizzati in tutta Europa. Un’unica enorme falange chiassosa, capace di zittire l’ignoranza e svegliare le menti assopite. Un crescendo di vibrazioni che nessuno può fermare, né con i muri né semplicemente tappandosi le orecchie. Eravamo, siamo tanti. 

È stato piacevole incontrare vecchie e nuove facce amiche (fig. 8/9/11), e perfino qualche personalità dello spettacolo mondiale (fig. 10).

Figura 8: Tremate, tremate! I troll son tornati!

Figura 8: Tremate, tremate! I troll son tornati!

Figura 9: Il nostro affezionatissimo lettore Valdo Di Nolfo non poteva certo mancare!

Figura 9: Il nostro affezionatissimo lettore Valdo Di Nolfo non poteva certo mancare!

Figura 10: Antonio Banderas, forse il nostro lettore più incallito, scambia uno sguardo d'intesa col suo nuovo amico pelato, promettendogli una riserva annuale di macine in cambio di un’apparizione nel blog.

Figura 10: Antonio Banderas, forse il nostro lettore più incallito, scambia uno sguardo d’intesa col suo nuovo amico pelato, promettendogli una riserva annuale di macine in cambio di un’apparizione nel blog.

Figura 11: (Da sinistra a destra) L'ex presidente del MOS Massimo Mele, il giornalista Oscar Giannino e l'attuale presidente del MOS Barbara Tetti.

Figura 11: (Da sinistra a destra) L’ex presidente del MOS Massimo Mele, il giornalista Oscar Giannino e l’attuale presidente del MOS Barbara Tetti.

Colori, un sacco di colori, sono stati fatti fiorire in una piazza che poco prima era sotto un cielo plumbeo e gravido di pioggia (forse perfino il dio delle sentinelle non sopporta le loro idiozie). La notte è sbocciata in tutto il suo splendore, con una passione urlata da mille e più gole, facendo fuggire via perfino il freddo pungente di quelle ore, sovrastato da un calore veramente umano.

No, le sentinelle non ci fanno paura. Come possono i loro cuori morti e freddi farsi forza con quelli dei vicini? Come può il loro silenzio farsi udire più forte del caloroso baccano di persone che non hanno vergogna di mostrarsi per quel che sono veramente?

Eppure, una domanda mi è stata fatta, proprio prima della manifestazione.

Perché, tu che sei etero, lo fai?

Un’ottima domanda, lo ammetto. Una domanda alla quale ho risposto con un sincero sorriso. Perché quando un giorno forse anche io avrò un figlio omosessuale, vorrei che in punto di morte possa dirgli queste parole:

«Luke…sono tuo padre».
«Sì, lo so papà. Risparmia il fiato per parole intelligenti. Stai morendo».
«Luke…non ho ricchezze da lasciarti, non ho terreni, non ho nulla. Ma me ne vado sapendo di averti lasciato l’eredità più grande che un genitore possa dare al proprio figlio: un mondo gentile».

E quando il sipario cadrà, l’ultima parola che le mie orecchie sentiranno sarà la migliore di tutte.

«Grazie».


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