La via Ferrata di Capo Caccia è chiusa da un mese (e nessuno fa nulla)

La via ferrata del Cabirol è chiusa da un mese e non ci sono notizie della sua riapertura. Chiudere questo sito significa togliere al territorio di Alghero un importante punto di interesse per un turismo (naturale e di avventura) in piena crescita

Claudio Simbula

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La via ferrata del Cabirol (Capo Caccia) è chiusa da un mese e non ci sono notizie della sua riapertura. Chiudere questo sito di interesse significa togliere al territorio di Alghero un importante punto di interesse, rivolto a un turismo sempre più in crescita, il turismo dedicato a natura e avventura, su cui la Sardegna dovrebbe puntare fortemente.

Un numero importante: ogni anno la via ferrata di Capo Caccia viene (veniva?) visitata da circa 2500 persone, che ora cercano altre mete.

Abbiamo scambiato quattro chiacchiere con Corrado Conca, il progettista ed esperta guida escursionistica che ha realizzato la via ferrata del Cabirol, per capire il suo punto di vista su quanto sta accadendo.

 

Ciao Corrado: che sta succedendo alla via Ferrata?

Dunque, facciamo un passo indietro per riagganciarci a quanto accaduto. Una commissione del Conagai (il collegio delle Guide Alpine) e più specificamente un gruppo ridottissimo di guide alpine hanno da tempo messo al centro del proprio mirino le vie ferrate e le attività di accompagnamento che si svolgono in Sardegna.

Non si sa bene perché questa specifica e morbosa attenzione alla nostra regione, ma è così da almeno un paio di anni. Nonostante meno di un anno fa fosse stata collaudata da un ingegnere e poi riconfermata da un team dei Vigili del Fuoco (con il loro ingegnere), questa commissione ha autonomamente deciso di effettuare una perizia di parte, ovvero di mandare tre guide alpine a verificare personalmente, una delle quali è anche ingegnere.

 

Qual è stato il risultato della relazione successiva a questa perizia?

La loro relazione è faziosa oltre ogni evidenza e mette in luce alcune criticità minori (risolvibili con interventi di manutenzione di poche ore) e altre più generali, relative alla nascita della via ferrata, trascurando il fatto che per gli uffici delle locali amministrazioni la questione è già acquisita e in corso di risoluzione. La relazione è stata poi trasmessa dall’assessorato regionale competente al comune di alghero che ha travisato i contenuti della comunicazione (era solo una lettera di trasmissione per conoscenza), considerandola una richiesta di chiusura. Ecco quindi che il sindaco di Alghero, volendosi scaricare da eventuali responsabilità, ha emesso una ordinanza id chiusura temporanea.

 

Cosa è successo dopo?

Dopo il prefetto (interessato per conoscenza) ha convocato un tavolo tecnico con i sindaci interessati (infatti anche la via ferrata di Giorrè in comune di Cargeghe è stata temporaneamente chiusa, con diverse motivazioni), i vigili del fuoco, l’assessorato regionale eccetera. Da quella riunione è emerso che i comuni si sarebbero attivati per fare delle verifiche, risolvere le eventuali criticità e riaprire al più presto entrambe le vie ferrate.

 

Dunque, si ipotizza una riapertura. Ci sono già delle date, dei termini?

In realtà a oggi su questo fronte da Alghero non si ha nessuna notizia, non si sa se il sindaco abbia o meno dato mandato per fare delle ulteriori verifiche né quali saranno i passi successivi. Si sa solo che con un rigore mai visto prima la polizia municipale ha trascorso molte ore al belvedere per respingere i turisti che (ignari) si dirigevano verso la via ferrata chiusa. Un rigore – tengo a sottolineare – che stride con il totale disinteresse dimostrato per 18 anni. Diciotto anni in cui tutti sapevano che la via ferrata c’era, ma hanno bellamente fatto finta di no, godendo semplicemente della presenza di un attrattore che nel frattempo è cresciuto, raggiungendo le duemila presenze all’anno. Intanto i giorni e le settimane passano. Il sindaco Mario Bruno vuole farci sapere se si sta occupando di questa irrinunciabile meta turistica o la sua premura era solo quella di emettere una ordinanza di chiusura per dormire sonni tranquilli?

 

Questa è l’opinione di Corrado Conca, esperta guida e alpinista, la persona che ha realizzato la via Ferrata del Cabirol (e molte altre in Sardegna).

La via Ferrata di Capo Caccia rappresenta una vera e propria attenzione dal grandissimo potenziale, sia regionale che nazionale e internazionale. Un sito come questo in un altro paese sarebbe probabilmente una gemma, da difendere e valorizzare con attenzione.

Qual è la volontà di Alghero a questo proposito? Che fine farà la via Ferrata del Cabirol?


 

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