Tra valanghe di patate, arte e algheresi medi: ecco cos’è stata la performance Bella Ciao

Perché ad Alghero, in via Roma, rotolavano delle patate? Che è successo? Ecco il significato della performance di Romina de Novellis

Claudio Simbula

Ieri l’artista Romina de Novellis si è esibita ad Alghero nella performance “Bella Ciao”.

È rimasto ferma in via Roma per circa un’ora.

All’inizio, non accadeva nulla. Improvvisamente, intorno alle 5, lungo la via hanno cominciato ad apparire delle patate che rotolavano verso la performer. Qualcuna l’ha sfiorata, qualcuna l’ha colpita, la maggior parte si è fermata attorno a lei.

Dopo 30 minuti, Romina de Novellis era circondata dalle patate, distribuite ai suoi piedi.

Lei, niente, indifferente. Ha continuato a stare immobile, come se nulla fosse.

Questa è stata la performance Bella Ciao.

Nessuno si è fatto male. Nessuno è stato offeso.

In tanti ci siamo incuriositi e appassionati.

In tanti ci siamo chiesti cosa stesse accadendo. Da dove venissero le patate, chi le lanciasse, perché.

Perché questa ragazza fosse seduta su una sedia in via Roma, con una vestaglia addosso.

Perché non facesse nulla. Perché restasse ferma.

Perché, poi, proprio le patate. Perché, perché, perché.

Tante domande. Ed è proprio a questo che l’arte serve. A farsi delle domande, e cercare delle risposte.

Anche io. Anche io volevo capire.

Avevo una mia idea, ma volevo capire meglio.

E alla fine mi sono fatto spiegare il significato della performance.

Bella Ciao ha un significato preciso: la performer rappresenta le persone, la gente, la società attuale: tutti noi, insomma.

Le patate sono il flusso degli eventi, le cose che accadono ogni giorno: le scelte della politica, gli sconvolgimenti della finanza mondiale, i disastri dell’economia internazionale, che si riflettono su quella quotidiana.

La performer è colpita e travolta dalle patate, così come la società è quotidianamente travolta da un grande flusso di eventi. Di fronte ai quali sta ferma, senza reagire, senza far nulla.

Ferma, come una persona seduta su una sedia, in Via Roma, travolta da una valanga di patate.

Ecco quale era il senso. Mi sono documentato, mi sono informato, e ho capito.

Quello che non ho capito, invece, sono le reazioni di alcune persone. Persone che non fanno nulla, ma hanno sempre da dire. Persone che probabilmente non hanno tanti interessi, se non quello di parlare male degli altri o di quanto non capiscono. Persone che hanno paura di capire, o sono semplicemente troppo pigre per farlo, così neanche ci provano.

Ecco, queste persone rappresentano la parte peggiore di una città che vuole fare qualcosa, di un posto che vuole cercare di svecchiare la propria immagine e la propria reputazione.

Sono persone piccole, minuscole, come le loro parole.

Si parla spesso di maggioranza silenziosa. Questa è invece la minoranza che deve per forza dire qualcosa, anche se si tratta di parlare a vanvera.

Allora, loro sono anche liberi di parlare. Noi, di non dare troppo peso a quanto viene detto solo per dare un po’ d’aria alla bocca, così da non correre il rischio di far apparire come negativa e di poco senso qualcosa che invece è stata molto interessante.

Ce ne fossero di più, di valanghe di patate così.

PS: per concludere: nessuna patata è stata maltrattata durante la performance.

Tutte le patate sono state raccolte, e usate per lo scopo primario: dar da mangiare a qualcuno.

Ora, sarebbe anche il caso che qualcuno desse da mangiare al cervello: ci sono tante biblioteche, gratuite, anche qui in città.